Il momento della verità è scoccato e l'Atalanta è pronta a recitare il ruolo di spietato carnefice. Il prossimo e imminente incrocio di campionato metterà la corazzata bergamasca di fronte a un Milan letteralmente a un passo dal baratro sportivo e psicologico. Negli ultimi duecentosettanta minuti di questa tribolata stagione i rossoneri si giocano non solo l'accesso alla prossima Champions League, ma l'intero futuro del progetto tecnico. L'aria che si respira a Milanello, tuttavia, è quella di una smobilitazione generale, un clima tossico e pesante che la truppa di Raffaele Palladino vuole e deve sfruttare a proprio favore per blindare le ambizioni europee, tenendo vivo il fuoco acceso dalle magiche notti della New Balance Arena.

IL BUIO OFFENSIVO E IL PESO DEI GOL - L'astinenza da rete sta scavando una fossa profondissima sotto i piedi della formazione milanese. – come analizza Franco Piantanida ai microfoni di TMW Radio il problema del reparto avanzato è ormai diventato cronico e insostenibile: la squadra non riesce più a segnare e, inesorabilmente, finisce per perdere le partite. Pur mantenendo ancora un flebile vantaggio in termini di punti, il serbatoio delle energie fisiche appare drammaticamente in rosso. Un trend sottozero che fa tremare le gambe, in un finale di stagione imprevedibile in cui ogni weekend rimescola pesantemente le carte, considerando anche le evidenti difficoltà della Juventus, attesa a breve dalla complicatissima trasferta di Lecce.

TERRORE A SAN SIRO E FANTASMI DEL PASSATO - Oltre alle lacune di campo, è l'assoluta fragilità nervosa a preoccupare l'ambiente meneghino. – come sottolinea Franco Ordine in un suo editoriale – procedere ai processi di piazza per placare la «voglia di sangue» dei social è forse prematuro, ma le similitudini con i clamorosi crolli del recente passato sono a dir poco inquietanti. I blackout europei contro Roma e Feyenoord, o la misera prestazione nella finale di Coppa Italia persa col Bologna, tornano a infestare i pensieri dei tifosi. Senza la bussola in mezzo al campo, complice il pesantissimo infortunio del faro Luka Modric, il gruppo guidato da Massimiliano Allegri si appresta a sfidare l'Atalanta domenica prossima con il puro terrore di sbagliare. Se il pubblico dovesse fischiare alle prime incertezze, complicando la vita a una squadra già impaurita, l'esito della gara sarebbe tristemente segnato a favore della Dea.

CAOS SOCIETARIO E IL PASTICCIO INVERNALE - Sul banco degli imputati, ovviamente, non c'è solo l'allenatore (osannato e protetto dalla critica quando occupava i vertici della classifica, e ora scaricato dopo l'ultimo tonfo casalingo col Sassuolo), ma anche l'intera gestione manageriale. Le colpe attribuite a Giorgio Furlani per la conduzione del mercato estivo sono solo una parte del problema. L'errore capitale risale infatti alla finestra di gennaio: la dirigenza aveva inizialmente fatto trapelare l'assenza di fondi per vere riparazioni, per poi tentare un disperato e illogico assalto da quaranta milioni per Jean-Philippe Mateta, scoprendo solo l'ultimo giorno l'impossibilità di utilizzarlo a causa di un infortunio. Un pasticcio dilettantistico che oggi pesa come un macigno sulle opzioni offensive di Allegri.

Basterà il recente intervento motivazionale del tecnico nello spogliatoio per scuotere l'orgoglio ferito del gruppo? Le parole, in queste situazioni, rischiano di svanire nel vento: la sensazione forte è che da questo clima di depressione acuta e caccia alle streghe l'Atalanta possa trarre l'energia decisiva per azzannare la preda e volare verso l'Europa.

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Sezione: Serie A / Data: Ven 08 maggio 2026 alle 07:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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