Il calcio inglese si prepara a vivere una serata dal sapore antico e dalla posta in palio incalcolabile. Sull'erba infuocata del Villa Park, l'Aston Villa guidato da Unai Emery e il Nottingham Forest di Vitor Pereira sono pronti a incrociare le armi nel decisivo ritorno della semifinale di Europa League. Un derby fratricida tra due città separate da soli ottanta chilometri, ma unite da un filo rosso di nobiltà calcistica che riporta dritti alla magia dei primissimi anni Ottanta.
IL PESO DELLA GLORIA - Entrambe le piazze conoscono bene il sapore del trionfo continentale, avendo dominato la scena della vecchia Coppa dei Campioni (i Garibaldi Reds con la doppietta del 1979 e 1980, i Villans nel 1982). Ora vedono a un passo l'opportunità di tornare a brillare oltremanica. La finalissima del 20 maggio, in programma a Istanbul nello stadio del Besiktas, rappresenta uno snodo cruciale per il destino dei due club. Se i padroni di casa hanno già matematicamente blindato l'accesso alla prossima Champions League attraverso la Premier, per la compagine ospite, ancora invischiata nella feroce lotta per non retrocedere, alzare al cielo il trofeo significherebbe ottenere l'incredibile passaporto per l'Olimpo del calcio che conta.
LA MISSIONE DEI PADRONI DI CASA - L'imperativo categorico per la squadra di Birmingham è ribaltare l'uno a zero incassato all'andata al City Ground, generato dal calcio di rigore trasformato da Chris Wood e ingenuamente regalato da Lucas Digne. Il tecnico spagnolo dovrà reinventare la mediana vista l'assenza pesante di Amadou Onana, ma ritroverà il carisma del capitano John McGinn, elemento chiave per scuotere uno spogliatoio reduce da tre pesanti cadute consecutive tra coppa e campionato contro Fulham e Tottenham. Per scardinare la difesa avversaria, l'intero stadio – compreso il Principe William, illustre tifoso in tribuna – si aggrappa al risveglio delle stelle Morgan Rogers e Ollie Watkins, rimasti a secco negli ultimi tre impegni ufficiali.
LA FILOSOFIA DELLO STRATEGA - Nonostante il momento di evidente flessione, l'ex allenatore di Siviglia e Villarreal mantiene una lucidità assoluta, forte delle sue quattro Europa League già in bacheca. «Loro sono favoriti perché hanno il vantaggio di quel gol. Ma questa partita sarà speciale, perché la giochiamo al Villa Park», ha chiarito l'allenatore in conferenza. Il suo è un approccio che mira a scaricare la tensione dalle spalle dei giocatori: «Arrivare in semifinale è un risultato incredibile. Non è una sconfitta se finiamo la stagione senza aver vinto un trofeo, dobbiamo continuare a crescere come abbiamo fatto negli ultimi tre anni. Dopo questa partita ci daremo nuove sfide, non sarà certo la nostra ultima occasione per vincere qualcosa».
L'INCOGNITA FOREST E IL CASO GIBBS-WHITE - Sull'altro fronte della barricata, la situazione clinica è un vero e proprio rebus – come analizza La Gazzetta dello Sport – con un'infermeria colma di titolari. L'ansia principale si concentra sulle condizioni di Morgan Gibbs-White, anima offensiva capace di siglare otto reti negli ultimi due mesi, uscito con il naso gonfio e una cicatrice profonda dal vittorioso scontro di campionato contro il Chelsea. «Lo staff medico dovrà fare un po' di magie, decideremo poco prima della partita. Abbiamo un piano gara con lui e uno senza di lui», ha ammesso amaramente mister Pereira. A suonare la carica per una squadra imbattuta da dieci turni ci ha pensato l'ex difensore della Fiorentina, Nikola Milenkovic: «Ogni giocatore deve dare tutto per aiutare a portare Nottingham in finale. La più bella sensazione nel calcio è lottare per vincere qualcosa, e noi lo stiamo facendo».
Il volo charter per Istanbul ha un solo posto libero: novanta minuti di fuoco scriveranno la parola fine su un derby che profuma di storia, riscatto e immortalità europea.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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