Una vera e propria tempesta giudiziaria si è abbattuta nelle scorse ore sui campionati minori italiani, gettando pesanti ombre sull'avvio della prossima stagione agonistica. La FIGC, raccogliendo le rigorose segnalazioni della Commissione Indipendente per la Verifica dell’Equilibrio Economico e Finanziario, ha ufficialmente deferito al Tribunale Federale Nazionale ben sei società calcistiche: la Juve Stabia in Serie B, accompagnata da Triestina, Ternana, Crotone, Siracusa e Trapani in Serie C. Le accuse, di natura prettamente amministrativa, rischiano di trasformarsi in macigni insormontabili sotto forma di punti di penalizzazione da scontare nel prossimo campionato.
LA MANNAIA DELLA CLASSIFICA - Lo scenario che si profila all'orizzonte è a dir poco a tinte fosche per le tifoserie coinvolte. Le sanzioni attese sono durissime: la compagine campana della Juve Stabia rischia di partire con un handicap di due punti, mentre per il Trapani si profila un meno quattro ai blocchi di partenza. Ancor più drammatica la situazione per Crotone, Siracusa e Ternana, sulle quali pende la spada di Damocle di una zavorra da ben sei punti di penalizzazione. Resta invece ancora da decifrare con esattezza l'entità della scure che si abbatterà sulla Triestina, la cui posizione appare complessa e ricca di sfaccettature burocratiche.
IL CASO CAMPANO E IL CAOS GIULIANO - Entrando nel vivo dei fascicoli, la Juve Stabia paga a caro prezzo il mancato versamento, entro la scadenza perentoria del 16 aprile 2026, delle ritenute IRPEF legate agli stipendi e agli incentivi all'esodo per le mensilità di gennaio e febbraio. Ben più articolato il capo d'accusa mosso alla Triestina: gli amministratori delegati Marco Margiotta e Oliver Marc Centner sono finiti nel mirino per non aver depositato entro fine marzo una mole imponente di documentazione cruciale. Tra le mancanze spiccano le relazioni del collegio sindacale e dei revisori, oltre ai prospetti sugli indicatori di liquidità, indebitamento e costo del lavoro, aggravati dalla mancata giustificazione degli scostamenti rispetto al budget preventivato.
STIPENDI FANTASMA E L'AGGRAVANTE DELLA RECIDIVA - Il copione delle inadempienze si ripete in maniera drammatica per Ternana, Crotone e Siracusa, accomunate dal mancato pagamento degli emolumenti, dei contributi INPS e dell'IRPEF relativi al primo bimestre del 2026. A Terni la responsabilità diretta ricade sul liquidatore Fabio Lacalamita e sull'amministratore unico Fabio Forti, quest'ultimo sanzionato anche per le omissioni sulle note di scostamento del budget. Discorso analogo per il presidente del Siracusa, Alessandro Ricci. Un quadro già di per sé critico, ulteriormente appesantito da un dettaglio non di poco conto: sia per il club umbro che per quello siciliano, la Procura ha contestato ufficialmente la recidiva, un elemento che aggraverà inevitabilmente il peso della sentenza finale.
IL PASTICCIO DEI CONTI IN CASA TRAPANI - Non meno paradossale è la situazione che si respira in Sicilia, sponda Trapani. Oltre al mancato versamento di tasse e contributi frutto di un precedente accordo con l'Agenzia delle Entrate risalente al maggio 2025, i vertici societari hanno commesso una clamorosa ingenuità procedurale. Il presidente Valerio Antonini, insieme ai procuratori e dirigenti Vito Giacalone, Andrea Oddo, Gaetano Niscemi e Massimiliano Scialpi, ha infatti erogato stipendi e pagato i contributi di gennaio e febbraio appoggiandosi a coordinate bancarie non dedicate e diverse dal conto corrente ufficialmente intestato alla società. Anche in questo caso, la contestazione della recidiva promette di non fare sconti a nessuno.
Un ennesimo capitolo amaro che ribadisce, qualora ce ne fosse ancora bisogno, come la solidità e la trasparenza finanziaria siano oggi requisiti altrettanto decisivi rispetto a quanto espresso sul rettangolo verde.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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