Il ribollente asse calcistico della Capitale rimescola pericolosamente le carte nella frenetica volata di fine stagione, lanciando messaggi inequivocabili che risuonano forte e chiaro anche dalle parti dell'Atalanta. Se da un lato la Lazio allenata da Maurizio Sarri piazza un colpo corsaro all'ultimo respiro che la riporta in scia per strappare il settimo posto, dall'altro la Roma si abbatte come un uragano sulla Fiorentina, stravolgendo le gerarchie nei piani altissimi della classifica. Una domenica di fuoco che tiene sulle spine l'intera Serie A, compresa la truppa di Raffaele Palladino, chiamata a gestire la pressione e difendere il proprio preziosissimo piazzamento europeo.
LA MAGIA BIANCOCELESTE E LA CREMONESE NEL BARATRO - Il trionfo laziale porta la firma dorata di Tijjani Noslin, autentico jolly gettato nella mischia a inizio ripresa. Quando il cronometro segnava l'inesorabile secondo minuto di recupero, l'attaccante si è inventato una traiettoria a giro magistrale che si è infilata fatalmente sotto la traversa, sbancando lo Zini al termine di una sfida povera di grande ritmo ma dal peso specifico incalcolabile. Una rete pesantissima che condanna virtualmente la compagine grigiorossa: ferma a meno quattro dal Lecce, la Cremonese ha ormai più di un piede nell'abisso della Serie B.
IL RIBALTONE DOPO LO SPAVENTO - La contesa lombarda, tuttavia, si era aperta in totale salita per le aquile romane. Al ventinovesimo minuto, infatti, uno scoccato fendente dalla lunghissima distanza di Federico Bonazzoli aveva beffato l'estremo difensore Motta, complice una traiettoria sporcata all'ultimo da un rimbalzo maligno sul terreno di gioco. La reazione laziale è poi sbocciata in contropiede al settimo della ripresa: su un calcio d'angolo a favore dei padroni di casa, Nuno Tavares ha bruciato tutti in velocità, innescando nuovamente Noslin per il perfetto assist al bacio sfruttato dal mancino chirurgico di Gustav Isaksen, letale nell'infilare la sfera proprio all'incrocio dei pali.
LA ROMA AZZANNA LA FIORENTINA E VOLA - Spostando i riflettori sull'altra sponda del Tevere, lo spettacolo assume contorni a dir poco trionfali. La formazione giallorossa non fallisce il proprio appuntamento col destino e capitalizza al massimo i recenti e inaspettati pareggi di Como e Juventus. I padroni di casa annichiliscono la Viola con un roboante quattro a zero, pratica peraltro già archiviata in carrozza al trentaquattresimo della prima frazione con un triplo vantaggio lampo. Un successo debordante che riapre clamorosamente scenari Champions considerati chiusi fino a pochi giorni fa.
I CALCOLI PER L'EUROPA E IL DESTINO DELLA DEA - La classifica aggiornata disegna una volata al cardiopalma. La Roma si issa a quota sessantaquattro punti, mettendo la freccia sui lariani (lasciati al palo a quota sessantadue) e ritrovandosi a un solo respiro dalla Juventus quarta e a tre lunghezze dal Milan terzo. L'Atalanta, abituata a esaltarsi sotto i riflettori della New Balance Arena, resta comunque padrona del proprio destino: per blindare definitivamente la settima piazza dall'assalto finale della Lazio, basterà raccogliere cinque punti da qui al termine del torneo, potendo vantare il rassicurante e decisivo vantaggio negli scontri diretti.
La matematica non concede più spazio a calcoli speculativi o passi falsi: servirà la versione più spietata dei nerazzurri per spegnere le ambizioni capitoline e tagliare il tanto sudato traguardo europeo.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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