Le scorie del tracollo in terra sarda rischiano di avvelenare non solo il finale di campionato dell'Atalanta, le cui flebili speranze continentali sono ormai appese all'esito dell'altrui finale di Coppa Italia, ma anche la pianificazione del prossimo futuro. Sulla graticola, un po' a sorpresa, è finito direttamente Raffaele Palladino, condottiero di una squadra che sembra aver smarrito la propria bussola nel momento topico della stagione. Un ribaltone netto nelle gerarchie e nei pensieri della dirigenza, che fino a poche settimane fa pareva invece intenzionata a blindare a doppia mandata il proprio allenatore.
L'EREDITÀ PESANTE E IL MIRACOLO SPORTIVO - Mettere in discussione l'operato del mister campano, analizzando il percorso a mente fredda, appare come un azzardo figlio della delusione del momento. L'allenatore rappresenta infatti una delle pochissime certezze granitiche di un'annata nata sotto una cattiva stella e raddrizzata con sudore e competenza. Ereditando un gruppo psicologicamente svuotato e precipitato al tredicesimo posto dopo il fallimentare interregno di Ivan Juric, la nuova guida tecnica è riuscita nell'impresa di rimettere i cocci insieme. Una rimonta lodevole che ha spinto i nerazzurri fino ai prestigiosi ottavi di Champions League e a un passo dalla finale della coppa nazionale. Argomentazioni che, a rigor di logica, dovrebbero garantirgli le chiavi della New Balance Arena senza alcuna esitazione.
IL TAVOLO DEL RINNOVO E LA FRENATA - I corridoi del mercato, tuttavia, raccontano una verità decisamente più complessa e ricca di sfumature. – come svela Alfredo Pedullà – le segrete stanze del club sarebbero diventate teatro di profonde e crescenti riflessioni. Nonostante un accordo contrattuale solido e blindato fino al giugno duemilaventisette, l'idillio primaverile sembra essersi irrimediabilmente incrinato. Appena un paio di mesi fa, cavalcando l'onda dell'entusiasmo, le parti si erano sedute al tavolo per discutere un clamoroso e meritato prolungamento. A causa di una fisiologica distanza economica tra domanda e offerta, i protagonisti avevano deciso di riaggiornarsi, ma il vento da allora è repentinamente cambiato.
QUOTAZIONI IN CALO E DUBBI SOCIETARI - L'ultimo, disastroso mese e mezzo di risultati ha raffreddato pesantemente la fiducia della famiglia Percassi. La bruciante e dolorosa eliminazione ai rigori in semifinale e la brusca frenata in campionato hanno fatto germogliare perplessità enormi all'interno dei vertici societari, non più così convinti di voler proseguire su questa strada. Allo stato attuale non vi è alcuna rottura ufficiale, ma le quotazioni per una conferma serena sono in drastico calo rispetto alla totale sintonia che si respirava tra febbraio e marzo.
Il rush finale decreterà il destino di un rapporto che sembrava inscalfibile. Basteranno gli ultimi novanta minuti per ricucire lo strappo e rilanciare il progetto, o a Zingonia si preparano all'ennesima rivoluzione tecnica?
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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