La maledizione europea continua a tormentare senza sosta l'Atletico Madrid. Al termine di una semifinale ruvida e tremendamente avara di emozioni tecniche, la truppa plasmata a propria immagine e somiglianza da Diego Simeone è costretta a dire l'ennesimo amaro addio al sogno della Champions League, cedendo il pass per l'attesissima finalissima all'Arsenal.

L'ADDIO AMARO DEL PETIT DIABLE - Il verdetto del campo decreta una delusione pesantissima per l'ambiente dei Colchoneros, che vede sfumare a un passo dal traguardo la possibilità di sedersi sul trono continentale. La sconfitta assume contorni ancora più drammatici e romantici per Antoine Griezmann, obbligato a riporre nel cassetto l'illusione di poter sollevare la coppa dalle grandi orecchie prima di salutare in via definitiva il calcio europeo. I londinesi, dal canto loro, festeggiano l'approdo all'atto conclusivo con estremo cinismo e si mettono comodamente in attesa di scoprire chi, tra Bayern Monaco e Paris Saint-Germain, sarà l'ultimo titanico ostacolo verso la gloria.

VELENI E ACCUSE AL FISCHIETTO - Oltre la Manica si stappano le bottiglie, mentre nella penisola iberica divampa un incendio mediatico dalle proporzioni colossali. Il post-partita è stato letteralmente fagocitato dalle furiose polemiche indirizzate contro Daniel Siebert, direttore di gara apertamente accusato dalla stampa locale di aver penalizzato in maniera chirurgica la formazione madrilena. Sotto la spietata lente d'ingrandimento sono finiti due episodi nevralgici, entrambi maturati nel cuore della ripresa: un presunto e ruvido contatto in area ai danni del fuoriclasse transalpino ad opera di Riccardo Calafiori, e un precedente intervento assai dubbio di Gabriel sui piedi di Giuliano Simeone.

LA RABBIA IN TV E IL PENSIERO DEL CHOLO - Il clamore è stato fortemente amplificato dalle sferzanti opinioni dell'ex arbitro internazionale Mateu Lahoz, che ha etichettato come altamente controverse le scelte del fischietto tedesco, mentre le prime pagine storiche spagnole hanno cavalcato con vigore l'onda dell'indignazione. A mente calda, il figlio d'arte argentino non ha nascosto la propria enorme frustrazione: «Ho sentito il contatto, mi ha sbilanciato e non sono riuscito a calciare bene. L’arbitro non è nemmeno andato al Var, così come nell’episodio su Griezmann». Molto più pragmatico e lucido il commento dell'allenatore colchonero, che da vero leader ha preferito dribblare la trappola della giustificazione facile: «L’azione su Griezmann è molto chiara. Pensavamo fosse rigore, ma non userò questo come scusa».

La competizione regina non fa sconti e non accetta ricorsi: il campo ha emesso la sua inappellabile sentenza, consegnando all'Arsenal le luci della ribalta e abbandonando Madrid nell'ombra dei propri rimpianti.

ARSENAL-ATLETICO MADRID 1-0 (p.t. 1-0)
44' Saka (Ar)

ARSENAL (4-2-3-1)
Raya; White, Saliba, Gabriel, Calafiori (58' Hincapie); Rice, Lewis-Skelly (74' Zubimendi); Saka (58' Madueke), Eze (58' Ødegaard), Trossard (83' Martinelli); Gyökeres.
A disp. Kepa, Setford, Mosquera, Nørgaard, Jesus, Havertz, Dowman.
All. Arteta.

ATLETICO MADRID (4-4-2)
Oblak; Pubill, Le Normand (57' Sørloth), Hancko, Ruggeri; Simeone (57' Cardoso), Llorente, Koke, Lookman (57' Molina); Griezmann (66' Baena), Alvarez (66' Almada).
A disp. Musso, Gimenez, Mendoza, Lenglet, Vargas, Bonar, Julio Diaz.
All. Simeone.

Arbitro Siebert (Ger).

Note Spettatori 59.998. Ammoniti: Arteta (all. Ar), Kepa (Ar), Pubill (At), Koke (At), Simeone (At). Tiri in porta 2-2. Tiri fuori 12-7. Angoli 5-2. In fuorigioco 1-2. Recuperi: p.t. 2', s.t. 6'.


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Sezione: Champions League / Data: Mer 06 maggio 2026 alle 00:04
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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