Il mercato non dorme mai, ma a volte la fantasia galoppante del web supera di gran lunga la realtà dei fatti. Nelle ultime ore, un vorticoso giro di indiscrezioni ha scosso gli ambienti calcistici nazionali, ipotizzando un clamoroso ribaltone dietro le scrivanie che avrebbe coinvolto direttamente Tony D'Amico e il suo illustre predecessore Giovanni Sartori. Tuttavia, le porte del quartier generale atalantino si sono immediatamente chiuse a doppia mandata di fronte a queste speculazioni, stroncando sul nascere qualsiasi castello di carte e ribadendo la totale fiducia nell'attuale organigramma.

LA SMENTITA CATEGORICA - Il tam tam mediatico, rimbalzato febbrilmente sui social network e sulle frequenze impazzite di radiomercato, dipingeva scenari romantici ma del tutto privi di fondamento. Dagli uffici della dirigenza orobica è arrivato uno stop perentorio e inequivocabile riguardo ai presunti sondaggi per riportare il dirigente piacentino all'ombra della Città Alta. Una voce archiviata in tempo record come pura fantascienza: non c'è mai stato alcun contatto. L'attuale responsabile dell'area tecnica emiliana, del resto, è concentratissimo e già attivissimo nel delineare le future mosse strategiche del club felsineo, ben lontano dall'immaginare un ritorno alle proprie origini lavorative.

L'INCASTRO ROMANO E L'EFFETTO A CATENA - A innescare questo surreale valzer di poltrone erano stati alcuni spifferi insistenti provenienti dalla Capitale. – come analizza puntualmente L'Eco di Bergamo e riportato ieri da TuttoAtalanta.com – l'attuale uomo mercato della Dea sarebbe infatti finito in cima alla personalissima lista dei desideri della Roma, alla disperata ricerca di un nuovo architetto per la prossima stagione. Un interesse che aveva alimentato la teoria del cosiddetto effetto domino: con la partenza del diesse verso il Colosseo, si sarebbe teoricamente liberata la casella giusta per il grande ex. I giallorossi, in alternativa, monitorano anche Giovanni Manna (che però il Napoli ha di fatto blindato per il futuro) e Sean Sogliano, il quale appare tuttavia destinato a proseguire la sua ottima avventura alla guida del Verona.

I PRECEDENTI E LA BLINDATURA DEL PROGETTO - Non è certamente la prima volta che i vertici operativi bergamaschi finiscono nel mirino delle grandi potenze del nostro campionato. Già durante la passata stagione, prima che la scelta ricadesse clamorosamente su Igli Tare, il profilo del direttore sportivo nerazzurro era stato accostato con insistenza agli uffici direzionali del Milan. Oggi, però, la realtà parla di una programmazione salda, lucida e inattaccabile. Mentre la squadra orchestrata da Raffaele Palladino suda per preparare le battaglie decisive e infiammare le prossime notti della New Balance Arena, la società fa quadrato e protegge i suoi uomini chiave, spegnendo sul nascere ogni inutile e fastidiosa distrazione esterna.

Le chiacchiere da bar stanno a zero, le gerarchie restano intatte. Il mercato dirigenziale si ferma di fronte al casello di Bergamo, dove la rotta per il futuro è già tracciata in maniera indelebile e non prevede alcun ritorno di fiamma.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Mar 05 maggio 2026 alle 08:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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