La supersfida dell'Olimpico si risolve in un salomonico nulla di fatto che finisce per scontentare un po' tutti, lasciando l'amaro in bocca tanto a Raffaele Palladino quanto al suo predecessore Gian Piero Gasperini. L'equilibrio sancito dall'1-1 finale tra l'Atalanta e la Roma, infatti, si traduce in un pericoloso rallentamento per le rispettive ambizioni continentali. Se da un lato i capitolini vedono complicarsi maledettamente la rotta verso la Champions League, favorendo la potenziale fuga della Juventus, dall'altro la compagine orobica perde un'occasione d'oro per accorciare il divario dalle posizioni che garantiscono l'accesso diretto all'Europa League, tramutando il prossimo scontro di coppa in un autentico crocevia da dentro o fuori per l'intera stagione.
CLASSIFICA CONGELATA E SCONTRI DIRETTI - Una vittoria in terra romana avrebbe riaperto prepotentemente i giochi, portando i nerazzurri a una sola incollatura dai giallorossi e a due lunghezze dal Como. Al contrario, un passo falso avrebbe eretto un muro insormontabile, scavando un solco di sette punti dalla sesta piazza. Il pareggio rappresenta dunque una via di mezzo che mantiene intatte le speranze ma lascia la truppa bergamasca a meno quattro da entrambe le rivali. Colmare questo gap a sole cinque giornate dal termine del campionato non sarà un'impresa agevole, pur considerando le attuali difficoltà fisiche e mentali delle avversarie. L'unica vera nota lieta della serata capitolina risiede nell'aver consolidato definitivamente il vantaggio negli scontri diretti contro la formazione romana, un dettaglio che potrebbe rivelarsi fondamentale in caso di arrivo a pari punti.
L'INCUBO CONFERENCE E IL FATTORE COPPA - Archiviato per sempre il sogno Champions dopo il recente k.o. incassato contro i bianconeri, l'obiettivo primario in campionato resta l'Europa League, strettamente legata alla conquista della sesta posizione. Attualmente settima, la squadra lombarda sarebbe infatti destinata alla Conference League, ma la vera minaccia agli equilibri europei arriva da un'altra competizione. L'imminente semifinale di ritorno contro la Lazio, che ripartirà dal pirotecnico 2-2 dell'andata, ha inevitabilmente condizionato le scelte e le energie all'Olimpico. Se Gasperini non ha scusanti per la mancata vittoria, Palladino ha dovuto centellinare sapientemente le forze fisiche e nervose in vista di un doppio impegno ravvicinato che vale il giudizio su un'intera annata.
IL PIANO PER BLINDARE L'EUROPA - L'appuntamento di mercoledì sotto i riflettori della New Balance Arena assume una valenza epocale per le sorti del club. Passare il turno significherebbe non solo centrare la quarta finale in otto anni, ma anche garantirsi un pass alternativo per l'Europa League, riservato a chi solleva il trofeo. – come analizza L'Eco di Bergamo – c'è un dettaglio normativo che rende la sfida di importanza capitale: occorre assolutamente impedire che la Lazio trionfi nella competizione. Essendo i biancocelesti impantanati al nono posto in Serie A, una loro eventuale vittoria in Coppa Italia «ruberebbe» di fatto uno slot europeo al campionato, spingendo la sesta classificata in Conference e lasciando clamorosamente a bocca asciutta la settima. Per questo motivo, eliminare i capitolini scongiurerebbe il principale pericolo, mettendo al sicuro l'Atalanta anche qualora dovesse accontentarsi del settimo piazzamento, attualmente puntellato grazie al rassicurante distacco sul Bologna.
Il tempo per i calcoli astratti è scaduto. Il destino continentale della Dea si deciderà interamente nei prossimi, palpitanti novanta minuti casalinghi: un imperativo categorico per continuare a sognare e scacciare definitivamente i fantasmi di un clamoroso declassamento.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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