Pochi mesi fa giocava nelle giovanili, oggi ha già esordito in Bundesliga con il Borussia Dortmund ed è stato convocato in Nazionale maggiore da Silvio Baldini. La parabola di Samuele Inácio Piá sta salendo a una velocità che lascia senza fiato, eppure il ragazzo cresciuto a Zingonia — figlio dell'ex attaccante nerazzurro Inácio Piá — sembra avere la bussola ben calibrata. In un'intervista rilasciata a gianlucadimarzio.com dopo Lussemburgo-Italia, l'ex Atalanta ha raccontato il senso di tutto ciò che gli sta accadendo.
I PIEDI PER TERRA - Il successo non ha scalfito il carattere di un ragazzo che sa da dove viene. «Sono sempre la stessa persona. Ho ancora gli stessi amici di prima e non voglio cambiare. Posso migliorare in allenamento e come calciatore, ma la mia personalità non cambierà mai». Parole che, venendo da un diciassettenne corteggiato da mezza Europa e già protagonista nel massimo campionato tedesco, suonano come una dichiarazione d'intenti. Samuele Inácio Piá è uno dei talenti più seguiti della sua generazione, eppure parla come se il lavoro fosse ancora tutto da fare.
L'IDENTITÀ AZZURRA NON È IN DISCUSSIONE - Figlio di un padre brasiliano, Inácio avrebbe potuto scegliere un'altra maglia. Ma la risposta, sul punto, è netta e senza spazio per interpretazioni: «Sono italianissimo. Sono nato in Italia, mia madre è italiana e tutti i miei amici sono italiani. Mi sento più italiano che brasiliano». Una dichiarazione di appartenenza che chiude ogni dibattito e che si inserisce perfettamente nel progetto di una Nazionale che sta costruendo la sua nuova identità anche grazie ai profili italoeuropei della generazione più giovane.
IL SOGNO CON L'AZZURRO - Guardando al futuro, Inácio non ha dubbi su quale sia l'obiettivo più alto: «Il mio sogno, come quello di tutti i miei compagni di squadra, è vincere il Mondiale e riportare l'Italia a qualificarsi per questo torneo». Un traguardo collettivo che sa anche di missione generazionale, per una Nazionale che porta ancora addosso il dolore delle ultime tre mancate qualificazioni consecutive alla rassegna iridata. Parole cariche di responsabilità, pronunciate con la semplicità di chi non sente il peso come un fardello, ma come una spinta.
IL FILO CHE TORNA A BERGAMO - Per i tifosi nerazzurri, la storia di Inácio è ancora una ferita aperta. Cresciuto nel vivaio dell'Atalanta dall'età di sei anni, strappato al club orobico dal Borussia Dortmund con un'operazione che non ha mai trovato pace diplomatica tra i due club, il ragazzo è diventato esattamente ciò che Bergamo sperava diventasse. Solo che lo sta facendo altrove. La sua prima convocazione in Nazionale è un'ulteriore pagina di una storia che, a Zingonia, si fatica ancora ad archiviare.
Samuele Inácio Piá è solo all'inizio. E questo, per il calcio italiano, è la notizia più bella.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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