Tra il 1° febbraio 2024 e il 31 agosto 2026 sono stati oscurati 139mila siti web nell'ambito delle attività di contrasto alla pirateria audiovisiva. A riferirlo nell'Aula della Camera, durante il question time, è stato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, rispondendo a un'interrogazione della Lega sulle iniziative adottate per rafforzare l'attività della Guardia di finanza contro la diffusione illegale di contenuti protetti dal diritto d'autore.

Il risultato, ha spiegato il ministro, è frutto della collaborazione avviata attraverso il protocollo operativo tra Guardia di finanza, Agcom e Procura della Repubblica.

OLTRE 3.300 UTENTI SANZIONATI - Nel medesimo periodo, i reparti territoriali della Guardia di finanza hanno sanzionato 3.359 utenti che avevano usufruito illecitamente di contenuti audiovisivi tutelati dal diritto d'autore. Sono stati inoltre segnalati all'autorità giudiziaria 596 soggetti, nell'ambito delle attività investigative condotte per contrastare il fenomeno.

L'OPERAZIONE «TUTTO CHIARO» - Tra le principali operazioni citate da Giorgetti figura «Tutto chiaro», che ha permesso di individuare un articolato sistema di pirateria. Secondo quanto riferito dal ministro, l'organizzazione non si limitava a utilizzare i tradizionali canali di diffusione illegale, ma si serviva di una sofisticata architettura tecnologica. Gli utenti potevano installare sui propri dispositivi un'applicazione configurata per collegarsi a un server estero, dove erano custodite le chiavi di decodifica necessarie per acquisire i contenuti protetti.

L'indagine ha portato all'individuazione di 101 soggetti che avrebbero tratto profitto direttamente dall'attività illecita e di circa 1.000 fruitori finali collegati illegalmente al sistema.

Gli investigatori hanno inoltre ricostruito i flussi finanziari generati dall'attività, arrivando al sequestro di 24 server, due dei quali si trovavano rispettivamente in Francia e Germania.

OLTRE 2.200 CLIENTI DI RETI IPTV ILLECITE - Un'altra operazione ha invece permesso di smantellare un'organizzazione dedita alla diffusione illegale di contenuti attraverso servizi di Internet Protocol Television (IPTV). In questo caso sono state individuate oltre 2.200 persone fisiche che risultavano clienti di reti IPTV illecite.

Si tratta, secondo quanto riferito dal ministro, di utenti finali che avevano acquistato illegalmente servizi attraverso internet o i social network per accedere a programmi televisivi, opere multimediali ed eventi sportivi protetti dal diritto d'autore.

IL CONTRASTO ALLA PIRATERIA PROSEGUE - I numeri illustrati alla Camera delineano quindi un'attività di contrasto che coinvolge non soltanto i gestori delle piattaforme e delle reti illegali, ma anche i soggetti che usufruiscono dei contenuti pirata. La collaborazione tra Guardia di finanza, Agcom e autorità giudiziaria rappresenta uno degli strumenti attraverso cui le istituzioni stanno intensificando le attività di individuazione e oscuramento dei servizi che diffondono illegalmente contenuti audiovisivi.

Sezione: Serie A / Data: Gio 24 settembre 2026 alle 17:30 / Fonte: calcioefinanza.it
Autore: Daniele Luongo
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