C'è una frase, nella conferenza di oggi a Coverciano, che a Bergamo vale la pena rileggere. Davide Frattesi, interrogato sulla scarsa presenza di Juventus e Milan in Nazionale, ha ricordato che la Juventus a Sassuolo aveva in campo il solo Vicario tra gli italiani. Venerdì sera, all'Olimpico, l'Atalanta ne porterà quattro nella lista dell'Italia: Carnesecchi, Scalvini, Raspadori e Scamacca. E dall'altra parte, con la maglia del Belgio, ci sarà Charles De Ketelaere. Cinque nerazzurri nella stessa partita. Stiamo parlando di una squadra undicesima in classifica, non di una capolista.

È un dato che racconta due cose opposte, e bisogna tenerle entrambe. La prima è che la rosa costruita in estate ha qualità riconosciuta fuori da Bergamo: i quattro nerazzurri convocati da Mancini non sono un regalo, sono una scelta tecnica. La seconda è che quella qualità, per ora, non diventa squadra. Curiosità: tra i cinque, due sono attaccanti che a Torino non hanno tirato in porta. Ma torniamo al punto. Il problema dell'Atalanta non è il talento dei singoli, è il modo in cui si incastrano. È la lezione di queste settimane, e vale più di qualsiasi classifica provvisoria.

C'è anche un orgoglio, che non va nascosto. In un calcio italiano che si lamenta di non produrre giocatori per la Nazionale, l'Atalanta ne fornisce più di Juventus e Milan messe insieme. È la prova che investire su italiani giovani, da Scalvini a Carnesecchi, paga. Paga in azzurro, e prima o poi dovrà pagare anche in campionato.

Cinque atalantini all'Olimpico e una Dea undicesima: il talento c'è, ora serve la squadra.

© Riproduzione Riservata

🟦⬛ Community nerazzurra Segui TuttoAtalanta.com su tutti i canali ufficiali Ultim'ora, esclusive, foto e dirette: la Dea raccontata H24, dove preferisci. Scegli il tuo canale e resta collegato.
Sezione: Italia / Data: Mer 23 settembre 2026 alle 22:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture