Il Venezia ha scelto la continuità, e a spiegarne le ragioni è stato il direttore sportivo Filippo Antonelli. In conferenza stampa nella sede di Ca' Venezia, il dirigente ha ricostruito i giorni che hanno portato alla conferma di Giovanni Stroppa sulla panchina lagunare, rivendicando un metodo lontano dalle scelte di pancia: «In questi giorni non ci sono state decisioni istintive».

LA RIFLESSIONE DOPO CINQUE KO - Il punto di partenza è la classifica, che impone un'analisi senza sconti. Antonelli lo riconosce apertamente: «Dopo 5 sconfitte sarebbe stato sbagliato non fermarsi ad analizzare gli scenari e capire la decisione migliore da prendere». Un confronto quotidiano con la proprietà, spiega, orientato più alle soluzioni che ai processi: «Non abbiamo provato a trovare un colpevole, ma abbiamo pensato cosa si potesse fare meglio». Una linea che scarica la tensione dall'allenatore e la redistribuisce sull'intero club.

I SEGNALI CONTRO LA LAZIO - A pesare sulla decisione sono stati soprattutto i progressi intravisti nell'ultimo turno. Il dirigente individua nella gara con i biancocelesti un possibile punto di svolta: «Qualcosa di buono lo abbiamo iniziato a vedere contro la Lazio». Dopo due buone prove nelle prime quattro giornate e i passi indietro con Frosinone e Fiorentina, contro la formazione allenata da Gattuso la squadra ha mostrato maggiore solidità difensiva. Abbastanza per concedere tempo, non per accontentarsi.

STROPPA MAI MESSO DA PARTE - Antonelli insiste anche sulla trasparenza del percorso, con il tecnico informato fin dall'inizio delle valutazioni in corso. Nessuna fretta di comunicare, ma la ricerca della scelta giusta: «Non dovevamo dare una risposta veloce all'esterno, ma la risposta più giusta per il Venezia». E a scanso di equivoci sul clima interno: «Stroppa comunque non è stato messo da parte». L'allenatore, infatti, ha diretto regolarmente le sedute di lunedì e martedì.

LO SPOGLIATOIO CON IL TECNICO - Un peso specifico lo hanno avuto anche le prese di posizione del gruppo: il capitano e i senatori hanno fatto sapere di essere schierati con l'allenatore e di credere nel progetto. Il ds, però, alza subito l'asticella: «Ora però le parole devono lasciare spazio ai fatti. La fiducia deve essere trasformata in senso di responsabilità». Un messaggio che vale tanto per la panchina quanto per chi scende in campo.

FIDUCIA A TEMPO? - Sulla definizione che circola attorno alla conferma, il dirigente non si sbilancia su scadenze, ma fissa un criterio preciso: «Le valutazioni verranno fatte in base ai miglioramenti della squadra». E ribadisce che le prestazioni da sole non bastano: «Non cerchiamo buone prestazioni ma punti fondamentali per gli obiettivi». Tradotto: la crescita vista con la Lazio deve diventare il punto di partenza, non un alibi.

TESTA ALL'ATALANTA - Il prossimo esame arriverà alla ripresa, con la sfida in casa dei nerazzurri dopo la pausa per le nazionali. Alla domanda se quella partita possa diventare decisiva per nuove valutazioni, Antonelli sceglie la prudenza: «Mi fermerei ad arrivare all'Atalanta al massimo delle nostre potenzialità facendo una prestazione che porti punti». La sosta, aggiunge, questa volta può rivelarsi un'alleata: «Stavolta è una possibilità per recuperare alcuni giocatori».

Il Venezia si stringe attorno al suo allenatore. Ma il tempo delle analisi è finito: ora servono risultati.

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Sezione: L'avversario / Data: Gio 24 settembre 2026 alle 15:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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