Il giornalismo sportivo italiano perde una delle sue voci più autorevoli. È scomparso ieri Rosario Pastore, 86 anni, per oltre vent'anni uomo de La Gazzetta dello Sport, testata che oggi piange un pezzo della propria storia.

GLI INIZI E LA GAVETTA - La sua strada era cominciata a La Notte, il quotidiano diretto da Nino Nutrizio, per poi proseguire con una parentesi a L'Occhio di Maurizio Costanzo. Due scuole diverse, due modi di intendere il mestiere, entrambi confluiti in uno stile che sarebbe diventato riconoscibile.

LA CHIAMATA DI GINO PALUMBO - L'approdo alla Rosea arrivò all'inizio degli anni Ottanta, per volontà di Gino Palumbo. A Milano si occupò dell'Inter e della Nazionale in veste di inviato, costruendosi la reputazione che di lì a poco lo avrebbe riportato a casa.

NAPOLI, 1983: L'INIZIO DELL'EPOPEA - Dal 1983 assunse la guida della redazione napoletana, e il tempismo fu di quelli che segnano una carriera: il rientro coincise con l'arrivo di Diego Armando Maradona in maglia azzurra. Con il campione argentino costruì negli anni un rapporto confidenziale, raro per chi racconta un fuoriclasse da così vicino. Restò al timone fino al 2002, quando lasciò la professione per il pensionamento, dopo aver raccontato da protagonista gli anni più ruggenti del Napoli in maglia azzurra.

IL DOLORE DI FERNANDO SIGNORINI - Tra i primi a manifestare il proprio cordoglio, ieri, è stato Fernando Signorini, storico preparatore atletico del Pibe de Oro e uno dei tanti amici che il cronista aveva saputo conquistare in una vita di lavoro sul campo.

L'UOMO E LA SCUOLA - Con la sua scomparsa, Napoli saluta una delle figure più rappresentative del proprio giornalismo. Un professionista di solido spessore culturale e di passioni forti, rigoroso fino alla severità, galantuomo d'altri tempi. Rivendicava con orgoglio l'appartenenza a una scuola precisa, quella degli allievi di Palumbo prima e di Candido Cannavò poi: la stessa che ha formato generazioni di cronisti chiamati a raccontare le imprese del calcio partenopeo di quegli anni.

LA FAMIGLIA - Lascia la moglie Vanna, le figlie Carla e Chiara e il nipote Cristiano, ai quali è arrivato l'abbraccio della sua redazione.

Se ne va un maestro, di quelli che insegnavano senza bisogno di dirlo. Il suo nome resterà legato agli anni più belli di una città.

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Sezione: Altre news / Data: Gio 24 settembre 2026 alle 06:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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