Diecimila euro. È quanto vale, per la giustizia sportiva, un minuto di silenzio negato a Sandro Mazzola nel giorno del centenario del suo stadio. Il Giudice sportivo ha scelto l'ammenda e ha escluso la chiusura del settore. Ha riconosciuto due attenuanti: la presa di posizione immediata della Juventus e il resto dell'Allianz, che non si è girato. Stiamo parlando di proporzione, non di indulgenza, e la proporzione in questo caso è giusta: non si punisce uno stadio per il gesto di pochi.

Eppure la cifra lascia un retrogusto. Nello stesso comunicato la Fiorentina paga seimila euro per aver fatto ritardare di cinque minuti l'inizio del secondo tempo. Il confronto è ingiusto, perché le norme misurano cose diverse, ma resta: il silenzio per un uomo che ha dato sessantasei anni a una maglia costa poco più di un ritardo negli spogliatoi. Curiosità: il comunicato parla di un numero esiguo di tifosi in tribuna Sud, al primo anello, non di curva. Ma torniamo al punto. La sanzione dice che il gesto era grave, e insieme che non era lo stadio. Le motivazioni della decisione lo mettono nero su bianco.

Il conto vero, quello che nessun Giudice può scrivere, lo hanno già presentato altri. Marco Tardelli ha parlato di un'ignoranza che non finisce mai. La vedova di Scirea ha ricordato che il rispetto non ha colori. Il resto dell'Allianz, nel silenzio, ha scelto da che parte stare. Quel minuto la Juventus lo ha pagato in euro. Chi si è girato lo pagherà in memoria, perché il calcio dimentica i risultati ma ricorda i gesti.

Diecimila euro chiudono il fascicolo. Il minuto, invece, resta aperto.

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Sezione: Altre news / Data: Mer 23 settembre 2026 alle 00:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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