Il mondo del pallone si è svegliato questa mattina con un vuoto incolmabile nel cuore, avvolto dal velo malinconico della perdita di uno dei suoi artisti più puri. Evaristo Beccalossi ci ha lasciati, portando con sé quell'eleganza d'altri tempi che lo aveva reso un'icona assoluta del ruolo di numero dieci. Un risveglio amaro, mitigato solo dal ricordo di un uomo che, oltre a incantare sul rettangolo verde, sapeva conquistare chiunque con una simpatia naturale e un'ironia travolgente nelle sue vesti di opinionista televisivo. Il pensiero corre immediatamente alla sua famiglia e alla figlia Nagaja Beccalossi, testimone di un’eredità sportiva e umana che oggi manca terribilmente al calcio italiano.

L'ADDIO A UN GENIO DEL NUMERO DIECI - La scomparsa del "Becca" lascia orfani tutti gli amanti del talento purissimo. Era un calciatore capace di giocate che sembravano sfidare le leggi della fisica, un fantasista che oggi farebbe fatica a trovare eredi in un calcio sempre più muscolare e schematico. – come sottolineato da Gianluca Di Marzio nel suo consueto editoriale – la sua grandezza risiedeva proprio in quell'estro imprevedibile che lo rendeva unico sia dentro che fuori dal campo, dove la sua risata e il suo spirito pungente erano diventati un appuntamento fisso per chiunque seguisse le cronache sportive con passione.

IL MODELLO ARTETA E LA FINALE DELL'ARSENAL - Mentre l'Italia piange uno dei suoi figli prediletti, l'Europa celebra la scalata dell'Arsenal, prima finalista ufficiale della Champions League. Il traguardo raggiunto da Mikel Arteta non è figlio del caso, ma di una cultura sportiva profondamente diversa dalla nostra, basata sulla pazienza e sulla continuità del progetto tecnico. Dopo anni di secondi posti e critiche feroci, il tecnico spagnolo si trova ora a un passo dal paradiso, con la concreta possibilità di mettere le mani sia sulla Premier League che sulla coppa dalle grandi orecchie. Un successo che premia la lungimiranza di una società che non si è fatta prendere dalla schizofrenia dei risultati immediati, a differenza di quanto accaduto in altri club londinesi come Tottenham o Chelsea.

LA LEZIONE INGLESE E IL CORAGGIO DEL PARMA - Questa capacità di resistere alle tempeste mediatiche è il vero segreto dei club d'Oltremanica. Lo dimostra il Liverpool, che ha blindato Arne Slot nonostante un'annata estremamente complessa, ignorando le ombre ingombranti di profili come Xabi Alonso. Una filosofia che ricorda molto quanto fatto in passato dai Reds con Jurgen Klopp, confermato dopo un avvio deludente per poi vincere praticamente ogni trofeo possibile. In Italia questo atteggiamento fatica a germogliare, ma qualche raggio di luce inizia a intravedersi: ne è un esempio il Parma, che ha avuto il merito di puntare con forza su Cristian Chivu, valorizzandone le doti di guida tecnica. Prima dei ducali, soltanto Massimo Pulcinelli ad Ascoli aveva intuito il potenziale dell'ex difensore nerazzurro.

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Sezione: Altre news / Data: Gio 07 maggio 2026 alle 00:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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