Il futuro calcistico di Marco Palestra si preannuncia come l'autentico tormentone della prossima sessione estiva. Esploso definitivamente durante l'illuminante prestito al Cagliari, che gli è valso persino la prestigiosa chiamata della Nazionale maggiore, il classe 2005 è rientrato alla base con i galloni del top player. La dirigenza bergamasca si sfrega le mani: il ragazzo rappresenta un inestimabile patrimonio tecnico per il presente, ma al contempo si profila all'orizzonte come l'ennesima, faraonica plusvalenza di una società che non sbaglia un colpo in sede di mercato.
IL TESORO DI ZINGONIA - L'intuizione di fargli maturare esperienza lontano da Bergamo si è rivelata una mossa da maestro, certificando la bontà della programmazione giovanile nerazzurra. Tuttavia, dinanzi alle lusinghe delle superpotenze europee, la proprietà ha fissato un prezzo che non ammette alcun margine di trattativa: cinquanta milioni di euro, prendere o lasciare. Una cifra vertiginosa, giustificata dall'età e dall'impatto devastante che il ragazzo ha avuto nel suo primo, vero anno da protagonista indiscusso.
LE PAROLE DELLA DIRIGENZA - Il legame tra la piazza e il prodotto del vivaio resta indissolubile e intriso di orgoglio. A confermarlo è stato l'amministratore delegato Luca Percassi, che ha ribadito la soddisfazione per il percorso di crescita del terzino: «Palestra è cresciuto da noi e siamo affezionati a lui. Eravamo convinti che un anno fuori lo avrebbe aiutato a completarsi. A Cagliari ha trovato l'ambiente ideale come per tanti altri ragazzi. Siamo contenti di ritrovarlo il prossimo anno più maturo».
IL PRESSING DELL'INTER E L'OMBRA INGLESE - Sulle tracce del gioiello c'è da tempo l'attenzione vigile dei campioni d'Italia. Giuseppe Marotta è alla costante ricerca di profili giovani e italiani per rinforzare la rosa, ma il cartellino fissato dalla Dea rappresenta uno scoglio titanico. Valutazioni simili sono ormai appannaggio quasi esclusivo della ricchissima Premier League, campionato che negli ultimi anni ha spesso fatto spesa di lusso nel nostro Paese. I milanesi restano alla finestra, consapevoli che prima di tentare un vero affondo dovranno inevitabilmente sciogliere i delicati nodi legati alle posizioni di Denzel Dumfries e Luis Henrique. Fino ad allora, le sirene d'Oltremanica resteranno una minaccia concreta.
UNA CESSIONE DA RECORD - Qualora un top club decidesse di assecondare le esose richieste economiche dei Percassi, Palestra entrerebbe di diritto nell'Olimpo delle trattative più remunerative della storia atalantina. Diventerebbe la quinta cessione all time, piazzandosi alle spalle di colossi come Rasmus Hojlund (passato al Manchester United per ottanta milioni e oggi in forza al Napoli) e Mateo Retegui, sbarcato in Arabia Saudita all'Al-Qadsiah per oltre sessanta. A chiudere l'attuale podio c'è Teun Koopmeiners, ceduto alla Juventus ma protagonista di un'annata ampiamente al di sotto delle aspettative bianconere. Con i suoi cinquanta milioni, il laterale andrebbe a inserirsi a sandwich tra i 54 sborsati dal Tottenham per Cuti Romero e i 40 spesi dall'Inter per Alessandro Bastoni, frantumando proprio il primato di quest'ultimo come incasso record per un giocatore allevato tra i campi di Zingonia.
Il dado è tratto: l'Atalanta blinda il suo pupillo, pronta a goderselo sul campo o a far saltare il banco del mercato internazionale con un altro, indimenticabile capolavoro dirigenziale.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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