Il ciclone giudiziario che ha investito i vertici della classe arbitrale non accenna a placarsi e rischia di generare nuove scosse. L'inchiesta per presunto concorso in frode sportiva che vede al centro del mirino Gianluca Rocchi, ex designatore di Serie A e B attualmente autosospeso dalla Can, sta per entrare in una fase cruciale. Nelle prossime ore gli uffici della Procura milanese si animeranno per una nuova, intensissima tornata di audizioni, mirate a far luce sui delicatissimi fili che legano le società calcistiche, in particolare l'Inter, al mondo dei fischietti.

L'UOMO DELL'INTER E I VERTICI AIA - Al cospetto del pm Maurizio Ascione, titolare dell'intricato fascicolo, si siederà nelle vesti di persona informata sui fatti Giorgio Schenone, figura di spicco in quanto club referee manager della società nerazzurra. È doveroso e garantista precisare che il dirigente non risulta assolutamente iscritto nel registro degli indagati. Insieme a lui - scrive Tuttomercatoweb.com -, il magistrato ascolterà nella medesima veste anche l'ex presidente decaduto dell'associazione arbitrale, Antonio Zappi, e il sostituto diretto di Rocchi, l'attuale designatore Dino Tommasi. L'obiettivo primario è ricostruire nel dettaglio le dinamiche e le eventuali pressioni celate dietro le scelte domenicali.

LE INTERCETTAZIONI E LE SFIDE NEL MIRINO - Il fulcro dell'intera indagine ruota ostinatamente attorno a una conversazione telefonica captata il 2 aprile 2025. A dialogare erano l'ex fischietto toscano e il suo vice Andrea Gervasoni (anch'egli sospeso dai ruoli operativi), i quali avrebbero fatto esplicito riferimento a Schenone chiamandolo confidenzialmente solo per nome. La Procura intende chiarire in via definitiva se le assegnazioni per gare nevralgiche della passata stagione, nello specifico i delicatissimi incroci Bologna-Inter e Milan-Inter, siano state in qualche modo pilotate o influenzate da ingerenze esterne.

I TESTIMONI E L'ESEMPIO OROBICO - La macchina degli interrogatori si era già mossa nei giorni scorsi coinvolgendo altri professionisti del settore, tutti totalmente estranei alle accuse. Tra questi figurano Riccardo Pinzani, attuale dirigente della Lazio ma ex referente federale per i rapporti tra club e Can, e Andrea Butti, head of competition della Lega Serie A. 

LA BIZZARRA ANOMALIA SUI FISCHIETTI - Spulciando tra le pieghe dell'inchiesta, emerge però un paradosso clamoroso che rischia di far scricchiolare l'intero impianto accusatorio. Secondo la tesi portata avanti dai magistrati, l'arbitro Daniele Doveri sarebbe stato considerato un elemento «sgradito» all'ambiente interista. I numeri nudi e crudi, tuttavia, raccontano una verità diametralmente opposta: prendendo in esame gli ultimi due campionati, il direttore di gara romano è in assoluto quello che ha diretto più volte la compagine meneghina, collezionando ben nove presenze da arbitro di campo, tra cui spiccano i pesantissimi big match contro Napoli e Milan disputati nella stagione in corso.

Le prossime ore si preannunciano determinanti per le sorti dell'inchiesta. Spetterà agli inquirenti districare questa complessa matassa, separando le normali dinamiche relazionali tra società e arbitri dai presunti illeciti che minacciano la regolarità del nostro calcio.

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Sezione: Serie A / Data: Ven 08 maggio 2026 alle 00:40
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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