Il vento del cambiamento soffia impetuoso sui cieli di Zingonia, minacciando di stravolgere le fondamenta tecniche e dirigenziali dell'Atalanta in vista della prossima stagione. Al centro dei fitti intrecci di mercato non ci sono soltanto i calciatori, ma le due principali figure del progetto sportivo nerazzurro: il direttore sportivo Tony D'Amico e l'allenatore Raffaele Palladino. Entrambi si trovano oggi di fronte a un futuro avvolto da una fitta nebbia, con le probabilità di una clamorosa separazione estiva che sembrano prendere sempre più consistenza col passare dei giorni.

LE SIRENE ROSSONERE E GIALLOROSSE - Il dirigente ex Verona è finito nel mirino delle grandi potenze della Serie A, pronte ad approfittare di questo clima di incertezza. – come riportato da Sky Sport attraverso le parole di Massimiliano Nebuloni le lusinghe del Milan, che già lo aveva corteggiato intensamente nella scorsa primavera prima di affidare l'incarico a Igli Tare, potrebbero tornare a farsi assillanti in caso di un nuovo ribaltone ai vertici del club milanese. A monitorare la situazione c'è anche la Roma, in cerca di un nuovo architetto per la rosa. Questa volta, nonostante l'ottimo rapporto professionale e umano consolidato nel tempo, la famiglia Percassi sembra disposta a non opporre resistenza, assecondando un eventuale desiderio di partenza del proprio manager.

IL GRANDE NOME PER LA SUCCESSIONE - Consapevole del potenziale terremoto dietro la scrivania, il club bergamasco non si è fatto cogliere di sorpresa e ha già avviato le manovre per individuare un successore di assoluto livello. Il profilo individuato per raccogliere l'eventuale eredità vacante porta a una figura di enorme spessore: Cristiano Giuntoli. – aggiunge il Corriere dello Sport – l'ex dirigente del Napoli dello scudetto e della Juventus rappresenta la primissima scelta della proprietà per inaugurare un nuovo, ambizioso ciclo. Un colpo da maestro che porterebbe all'ombra della New Balance Arena un dirigente abituato a gestire pressioni e budget da top club internazionale.

IL NODO DELLA PANCHINA IN STAND-BY - L'effetto domino scatenato da queste manovre societarie si ripercuote inesorabilmente anche sulla guida tecnica. L'allenatore campano, subentrato con coraggio e profitto a stagione in corso per sostituire Ivan Juric, è forte di un contratto valido fino al 30 giugno 2027, ma il suo destino appare tutt'altro che blindato. I dialoghi intavolati in passato per un possibile adeguamento contrattuale si sono infatti arenati bruscamente. La strategia della stanza dei bottoni è limpida: la priorità assoluta è definire la questione del direttore sportivo, dopodiché ci si siederà al tavolo per tracciare in via definitiva il futuro della panchina.

Le prossime settimane saranno il crocevia fondamentale per capire chi scriverà le nuove pagine della storia atalantina in un'estate che si preannuncia caldissima.

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Sezione: Primo Piano / Data: Sab 09 maggio 2026 alle 13:35
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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