Il momento buio dell'Atalanta sembra non avere fine. Nel catino della New Balance Arena, la compagine bergamasca non riesce ad andare oltre un deludente pareggio a reti bianche contro un coriaceo Genoa, allungando un digiuno di vittorie che inizia ad assumere i contorni di una vera e propria crisi. Un risultato a occhiali che certifica due stati d'animo diametralmente opposti: se da un lato il Grifone intravede il traguardo della permanenza in categoria, dall'altro la Dea rischia seriamente di veder sfumare l'obiettivo stagionale più prestigioso.
L'APPROCCIO LIGURE E LE BARRICATE - La sfida si è rivelata fin dalle prime battute decisamente vibrante, con gli ospiti che hanno messo in mostra un atteggiamento coraggioso. La truppa guidata da Daniele De Rossi ha aggredito il match senza alcun timore, sfiorando a più riprese il vantaggio nei minuti iniziali. A far tremare i polsi al pubblico di casa ci hanno pensato le folate offensive di Vitinha, pericolosissimo dopo appena centoventi secondi, e di Colombo. A blindare la porta ci ha pensato un attentissimo Marco Carnesecchi, bravo a neutralizzare le insidie, comprese le velenose incursioni del giovane Ekhator.
LE POLVERI BAGNATE E I CAMBI - Sul fronte opposto, la manovra offensiva dei padroni di casa è parsa compassata e priva del consueto mordente. Il tandem d'attacco formato da Gianluca Scamacca e Nikola Krstovic non è riuscito a pungere sotto porta, nonostante i continui tentativi di Charles De Ketelaere di accendere la luce sulla trequarti. Nella ripresa, il tecnico Raffaele Palladino ha provato a rimescolare le carte pescando dalla panchina: l'ingresso in campo di Giacomo Raspadori ha regalato una fiammata improvvisa, con un velenoso tiro spentosi a pochi centimetri dalla traversa, ma l'inerzia del confronto non si è mai sbloccata.
I DESTINI INCROCIATI DELLA CLASSIFICA - Il triplice fischio consegna due sentenze inequivocabili. Per i rossoblù la festa per la salvezza potrebbe scattare in anticipo, qualora la Cremonese non riuscisse a superare la Lazio. Per l'Atalanta, invece, la qualificazione in Champions League è appesa a un filo sottilissimo: in caso di risultato positivo della Juventus contro il Verona, l'esclusione matematica dal massimo torneo continentale diventerebbe una cruda realtà, con Bologna e Lazio ormai pronte ad azzannare i piazzamenti rimanenti.
Dal sei aprile la macchina nerazzurra si è improvvisamente inceppata, incappando in un vortice di pareggi, dolorose sconfitte e l'amara eliminazione dalla Coppa Italia. Ora, per evitare che la stagione si trasformi in un calvario, servirà un colpo di coda immediato in un finale di campionato rovente.
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