L'epilogo della supersfida dell'Olimpico restituisce un verdetto di parità che sa di specchio fedele della tormentata vigilia. La Roma e l'Atalanta impattano sull'1-1, punteggio che chiude una settimana segnata dalle bordate di Claudio Ranieri e culminata con le lacrime liberatorie di Gian Piero Gasperini al fischio finale. Un crollo emotivo lenito dalla commossa telefonata ricevuta venerdì sera da Antonio Percassi, in netto contrasto con l'assordante silenzio della proprietà americana. Dagli spalti, la Curva Sud ha lanciato un monito inequivocabile esponendo lo striscione «La Roma è una cosa seria», un accorato invito a sciogliere i nodi per progettare un futuro degno. Alla fine, però, sono piovuti fischi amari: la missione giallorossa di agganciare il treno Champions fallisce, lasciando campo libero alla rincorsa del Como e di Luciano Spalletti.

LA FUGA DELLA DEA E IL MURO DI CARNESECCHI - L'equilibrio si spezza prestissimo, figlio di un errore piuttosto che di una giocata corale. Stephan El Shaarawy azzarda un disastroso passaggio orizzontale, Marten de Roon intercetta e serve Nikola Krstovic, che dopo soli dodici minuti manda in rete il pallone del vantaggio. I padroni di casa abbassano la testa e iniziano a pedalare, seppur frenati da evidenti limiti tecnici, trovando in Matias Soulé l'unica vera fonte di imprevedibilità. A ergere una vera e propria diga ci pensa però un insuperabile Marco Carnesecchi: il portiere si traveste da supereroe e vola a più riprese per disinnescare i continui assalti di Donyell Malen. L'Atalanta, distratta dall'imminente impegno di Coppa Italia, rinuncia ad aggredire le incertezze capitoline e finisce per incassare il pareggio allo scadere della prima frazione, firmato dalla deviazione volante di Mario Hermoso su sponda di Devyne Rensch.

FUTURO GIALLOROSSO E CARENZA DI QUALITÀ - Penalizzato dal risultato, Gasperini ha potuto prendere atto ancora una volta dei limiti strutturali della sua rosa. Le idee tattiche funzionano, come testimoniano l'ampio possesso palla e i diciannove tiri totali di matrice romanista, ma manca clamorosamente la qualità negli interpreti per poter riempire la «scatola» del gioco. Senza il cinismo di attaccanti puri, affidarsi al solo estro dell'olandese non può bastare per rincorrere l'Europa dei grandi. L'assenza prolungata di reti da parte di elementi chiave come Paulo Dybala, a secco addirittura da ottobre, zavorra irrimediabilmente i sogni di rimonta.

GESTIONE PALLADINO E FISCHI FINALI - Nella ripresa, Raffaele Palladino inizia a fare i calcoli in vista della fondamentale semifinale di mercoledì, richiamando in panchina pezzi da novanta come Giorgio Scalvini, Sead Kolasinac e Charles De Ketelaere. I cambi offensivi di marca giallorossa (dentro Niccolò Pisilli, Venturino e Robinio Vaz) faticano a incidere definitivamente, sebbene il secondo atto veda la Roma sfiorare a più riprese il colpaccio. Lo scatenato Hermoso centra in pieno la traversa di testa, mentre l'Atalanta chiude l'intera ripresa senza mai inquadrare lo specchio della porta. Il triplice fischio sancisce un punto che serve a poco ai lombardi, concentrati sulla coppa, mentre l'Olimpico riversa fischi e rimpianti su una squadra il cui futuro societario e sportivo è ancora tutto da scrivere.

ROMA-ATALANTA 1-1 (p.t. 1-1)
12' Krstovic (A), 45' Hermoso (R)

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Sezione: Copertina / Data: Dom 19 aprile 2026 alle 01:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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