Nel vivace pre-partita della sfida serale tra l'Inter e il Cagliari, le luci dei riflettori si sono accese non solo sulle dinamiche di campo, ma anche sulle sempre calde questioni di mercato e programmazione. A rubare la scena è stato il massimo dirigente meneghino Beppe Marotta, che ha speso parole di assoluta stima per Marco Palestra, astro nascente di proprietà dell'Atalanta, prima di blindare pubblicamente la posizione del proprio allenatore Cristian Chivu.

L'OCCHIO DI RIGUARDO PER IL GIOIELLO OROBICO - Interpellato su un possibile interessamento futuro per il laterale azzurro, il presidente interista ha dribblato le insidie del mercato, pur non nascondendo una genuina ammirazione per il ragazzo cresciuto a Zingonia e destinato a infiammare il pubblico nerazzurro. «Da italiano sono felicissimo che sboccino giocatori del genere – ha dichiarato ai microfoni televisivi –. Si fa un gran parlare della crisi del nostro movimento, ma lui rappresenta un talento cristallino. Ne deve fare di strada per diventare un campione assoluto, eppure ha già dimostrato di avere la stoffa per la Nazionale e per fare la differenza al Cagliari. Tuttavia, il suo cartellino appartiene all'Atalanta, pertanto mi limito ad apprezzarne le indiscusse qualità e basta».

LA PROMOZIONE DEL TECNICO E LA CULTURA VINCENTE - Archiviato il capitolo legato al brillante prospetto bergamasco, l'attenzione dirigenziale si è spostata sulle dinamiche interne della panchina nerazzurra milanese, spegnendo di fatto ogni voce su un possibile ribaltone. Il lavoro del tecnico romeno è stato promosso a pieni voti, a cominciare dall'impronta tattica e dalla ferrea mentalità. «Molto prima di giudicarne le doti comunicative, di lui dobbiamo esaltare il modo di concepire il calcio e la profonda cultura per la vittoria – ha sottolineato il dirigente –. La comunicazione resta comunque un aspetto rilevante per chi siede in panchina, e noi apprezziamo molto anche questo suo lato: è approvato in toto».

UN CONTRATTO FORMALE E UNA LEADERSHIP RITROVATA - Le fisiologiche difficoltà iniziali sembrano ormai un lontano ricordo per l'ex difensore, che ha saputo riprendere in mano le redini del gruppo conquistando la fiducia incondizionata del club. «Ha dovuto pagare lo scotto dell'adattamento, ma è un uomo che di calcio ne mastica tantissimo», ha concluso Marotta, ribadendo la centralità dell'allenatore nel progetto sportivo. «Oggi è un leader assoluto, riconosciuto come tale dall'intero spogliatoio. Il fatto che abbia un contratto di un solo anno rappresenta una pura formalità burocratica: nella sostanza, è sacrosanto che gli venga riconosciuto il grande lavoro svolto fin qui».

Dichiarazioni che suonano come una vera e propria investitura ufficiale, mentre sull'asse Milano-Bergamo le antenne restano dritte: l'inarrestabile ascesa del talento orobico continua a mietere consensi illustri ai massimi vertici del calcio italiano.

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Sezione: Calciomercato / Data: Sab 18 aprile 2026 alle 00:07
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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