L'attesa è finalmente scaduta e lo stadio Olimpico è pronto a trasformarsi in un'autentica arena. A pochissimi istanti dal fischio d'inizio del delicatissimo e infuocato scontro diretto contro la Roma, Raffaele Palladino ha voluto tracciare la rotta e dettare i ritmi della battaglia. Il condottiero dell'Atalanta non si è nascosto dietro a inutili e logoranti tatticismi dialettici, spazzando via fin da subito ogni possibile ombra legata a presunte distrazioni di coppa e motivando con estrema lucidità le proprie scelte di formazione per tentare l'assalto definitivo ai piani alti della classifica.
IL FANTASMA DELLA COPPA E L'OSSESSIONE EUROPEA - La semifinale di mercoledì prossimo non deve e non può rappresentare un alibi o un pericoloso freno psicologico. – come riferisce Sky Sport – l'allenatore nerazzurro esige il massimo della concentrazione esclusivamente sul prato capitolino: «Siamo focalizzati al cento per cento su questa serata, perché abbiamo tra le mani l'opportunità d'oro di riaprire definitivamente i giochi per l'Europa e di accorciare le distanze dalla Roma. Stiamo portando avanti un percorso di crescita iniziato ormai cinque mesi fa: non possiamo permettere che ogni singolo, fisiologico passo falso venga vissuto dall'ambiente come un crollo apocalittico. Non abbiamo la minima intenzione di mollare proprio nel clou della stagione, siamo reduci da una rimonta straordinaria e vogliamo giocarci questa gara a viso aperto, senza rivolgere un solo pensiero all'appuntamento di mercoledì».
LA PRESSIONE COME BENZINA E LA CHIAVE TATTICA - Il peso incandescente delle aspettative non spaventa affatto lo spogliatoio lombardo, anzi, viene sapientemente tramutato in prezioso carburante motivazionale. Il mister esalta l'importanza della supersfida, pienamente consapevole di dover affrontare un avversario di altissimo spessore nel suo catino di casa. «Il nostro è un mestiere che vive di pressioni costanti, noi le ricerchiamo perché queste sono le classiche notti che ogni professionista vorrebbe vivere. C'è una fame feroce per misurarsi in uno stadio così prestigioso: abbiamo preparato i minimi dettagli sapendo perfettamente che i duelli individuali saranno il vero ago della bilancia. Chi uscirà vincitore dal maggior numero di contrasti, metterà una seria ipoteca sull'intera posta in palio».
IL REBUS IN AVANTI E LA SCELTA DEL BOMBER - A far rumoreggiare i tifosi e gli addetti ai lavori alla lettura delle distinte ufficiali è stata soprattutto la decisione di rimescolare le carte nel reparto avanzato. A spuntarla nel serratissimo ballottaggio per il ruolo di riferimento offensivo è stato infatti Nikola Krstovic, preferito all'attesissimo Gianluca Scamacca. Una mossa a sorpresa che lo stratega campano giustifica appellandosi alla pura e fredda logica tattica: «Ho l'assoluto privilegio di gestire un organico profondo e ricco di elementi formidabili in ogni zona del campo. Il turnover e l'avvicendamento nel tridente sono dettati unicamente dalle specifiche esigenze imposte dalla singola partita. Questa sera avevo la necessità primaria di schierare un attaccante che mordesse e attaccasse continuamente la profondità. Gianluca possiede doti immense, ma con caratteristiche strutturali differenti e per noi altrettanto vitali in altri frangenti».
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Autore: Daniele Luongo
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