L'Inter di Cristian Chivu non fa sconti e cuce un altro pezzo di scudetto sul petto. Nel catino di San Siro, i nerazzurri impiegano un tempo per studiare il Cagliari, prima di scatenare tutta la propria potenza di fuoco nella ripresa. Un tre a zero senza appello che ribadisce una supremazia imbarazzante e spedisce i milanesi a un siderale più dodici in classifica, caricando di pressioni il Napoli atteso dalla sfida al cardiopalma contro la Lazio.

LE SCELTE INIZIALI E L'ORGOGLIO SARDO - La capolista si presenta con qualche novità nell'undici di partenza. Spazio a Josep Martinez tra i pali, con Stefan De Vrij a dirigere il pacchetto arretrato e Henrikh Mkhitaryan spostato nel ruolo di mezz'ala. La gara vive anche del fascino romantico della sfida incrociata tra i fratelli Esposito, pronti a guidare i rispettivi reparti offensivi. Gli isolani scendono in campo con coraggio e senza alcun timore reverenziale: Sebastiano Esposito e Marco Palestra suonano subito la carica, lanciando un segnale chiaro ai padroni di casa. I milanesi prendono il controllo delle operazioni a ridosso del quarto d'ora, ma la manovra sbatte contro la muraglia eretta da Elia Caprile, che blinda lo zero a zero fino all'intervallo.

LA TEMPESTA PERFETTA IN TRE MINUTI - La resistenza ospite, per quanto arcigna e lodevole, crolla miseramente sotto i colpi dell'uragano nerazzurro in avvio di ripresa. Bastano tre giri di orologio per stravolgere il copione e indirizzare la contesa. Al cinquantatreesimo minuto, Marcus Thuram sblocca l'equilibrio con un rapace tap-in, capitalizzando al massimo l'ennesimo traversone radiocomandato disegnato da Federico Dimarco sull'out di sinistra. Il Cagliari accusa il tremendo colpo da ko e, soli tre minuti più tardi, capitola nuovamente: ci pensa Nicolò Barella a far scorrere i titoli di coda, trafiggendo la porta sarda con una mortifera botta dal limite dell'area che non lascia scampo alla retroguardia isolana.

ACCADEMIA MILANESE E SGUARDI OROBICI - Con il doppio vantaggio in tasca, la capolista trasforma l'ultima mezz'ora in pura accademia, permettendosi il lusso di gestire le energie e operare un'ampia girandola di cambi. C'è gloria anche per Piotr Zielinski, che si iscrive al festival del gol firmando il tris con una perla balistica di rara bellezza, ribadendo la sua prepotente candidatura per una maglia da titolare inamovibile. Un messaggio di forza devastante che rimbomba in tutta la Serie A e viene ascoltato con estrema attenzione anche a Bergamo. L'Atalanta del tecnico Raffaele Palladino osserva le dinamiche di vertice, puntando a emulare una simile ferocia agonistica per blindare i propri obiettivi europei e trasformare la New Balance Arena in un fortino altrettanto inespugnabile nel serrato rush finale.

Il conto alla rovescia per la seconda stella interista procede spedito e senza ostacoli. Ora la palla passa al Maradona, ma l'inerzia di questo campionato sembra ormai aver imboccato una trionfale strada a senso unico verso Milano.

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Sezione: Serie A / Data: Sab 18 aprile 2026 alle 12:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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