Un colpo di genio che attraversa i decenni e unisce due generazioni di talenti in un istante di puro spettacolo. Cristian Volpato, grande protagonista nel successo casalingo del Sassuolo sul Como, ha confessato di essersi ispirato a un mostro sacro del calcio italiano per sbloccare la gara. Subito dopo la fine del match, l'attaccante ha raccontato di aver visualizzato nella mente il celebre capolavoro di Francesco Totti (quel magico tocco morbido su Julio Cesar in un Inter-Roma del 2005) non appena ha visto il pallone servito da Nzola rotolare verso il suo mancino. «Lo avrò visto centomila volte su YouTube», ha ammesso con un sorriso sornione. Un istinto tradotto in poesia balistica: un lob da fuori area che ha scavalcato Butez, mandando al tappeto una formazione lariana apparsa stordita e incapace di reagire al tremendo uno-due ravvicinato.
MASSACRATI IN CONTROPIEDE - La spietata legge della ripartenza ha punito severamente il piano tattico degli ospiti. Il Como resta inchiodato a quota 58 punti in classifica, guardando con estrema apprensione a un weekend che potrebbe veder scappare via la Juventus e il Milan, oltre a subire il sorpasso della Roma. L'analisi nel post-partita ha messo a nudo due filosofie diametralmente opposte, incarnate alla perfezione dai due tecnici. Da un lato, un amareggiato Cesc Fabregas non ha cercato alibi: «Ci hanno massacrato in ripartenza. Poteva finire 5-1 e nessuno avrebbe avuto niente da dire». Dall'altro, un raggiante Fabio Grosso ha esaltato la prova corale dei suoi: «Prestazione superlativa dei ragazzi, mi hanno emozionato. Abbiamo fatto un capolavoro». Il possesso palla sterile del Como (70%) si è infranto contro il muro neroverde, privo di cambi di ritmo e pericoloso solo con una fiammata del talento argentino in forza ai lariani.
Grosso ferma la corsa europea di Fabregas ❌
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VOLPATO, NZOLA E PAZ: LA SEQUENZA DEI GOL - La prima frazione, povera di emozioni per quasi quaranta minuti e segnata dall'assenza iniziale dei tifosi comaschi (bloccati in autostrada da un grave incidente), si è infiammata improvvisamente nel finale. Al 42', la magia di Volpato ha stappato la partita. Solo due minuti più tardi, al 44', è arrivato il raddoppio emiliano: giocata d'alta scuola di Nemanja Matic e tracciante perfetto di Armand Laurienté (all'ottavo assist in campionato) per M'Bala Nzola, freddissimo nell'infilare il portiere avversario. In pieno recupero, al 47', un guizzo d'orgoglio di Nico Paz (frustata di testa per il suo primo gol non di sinistro in maglia biancoblù) ha riaperto illusoriamente i giochi, beffando Turati con una traiettoria a campanile.
I LIMITI DI FABREGAS E L'ASCESA DI GROSSO - Nella ripresa, chi si aspettava un arrembaggio ospite è rimasto deluso. Nonostante i cambi e il passaggio a un modulo più offensivo con l'inserimento di Alvaro Morata alle spalle di Tasos Douvikas, l'unico vero brivido lo ha regalato ancora Nico Paz, fermato sulla linea di porta da un monumentale Stefano Turati. Il Como frena bruscamente, raccogliendo un solo punto nelle ultime tre gare, proprio alla vigilia della delicatissima semifinale di Coppa Italia contro l'Inter. Sorride invece il Sassuolo, diventato una vera e propria macchina da guerra tra le mura amiche dal 23 gennaio (cinque vittorie interne). Le scelte coraggiose di Grosso, che ha rinunciato inizialmente a Pinamonti lanciando Nzola e Volpato, hanno pagato dividendi altissimi. Un ruolino di marcia impressionante che attira le attenzioni delle big: in vista della prossima estate, il nome del tecnico campione del mondo inizia a circolare con insistenza anche in orbita Napoli.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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