Il calcio è fatto di incroci del destino e trame scritte per emozionare. Questo pomeriggio, il prato del Via del Mare farà da palcoscenico a una delle sceneggiature più classiche e affascinanti: il ritorno di Nikola Krstovic nella terra che lo ha lanciato nel grande calcio italiano. L'attaccante montenegrino, promosso a titolare inamovibile per guidare il reparto offensivo dell'Atalanta vista anche l'assenza per infortunio di Gianluca Scamacca, varcherà per la prima volta i cancelli dello stadio leccese con i panni del grande ex, pronto a colpire la squadra che lo ha cresciuto e coccolato per due intense stagioni.

L'INTUIZIONE SALENTINA - L'approdo nel Belpaese del classe 2000 porta la firma indelebile di Pantaleo Corvino. Il navigato direttore sportivo, autentico maestro nello scovare talenti nascosti nell'Est Europa, lo prelevò nell'estate del 2023 regalandogli la prestigiosa vetrina della Serie A. Una scommessa vinta su tutta la linea: nelle due annate vissute con la maglia giallorossa, il centravanti si è imposto all'attenzione generale sfiorando subito e poi raggiungendo agevolmente la doppia cifra, passando dai sette centri del primo anno agli undici messi a referto nella scorsa stagione. Numeri da rapinatore d'area che hanno inevitabilmente attirato i radar delle grandi del nostro campionato.

I FANTASMI AUTUNNALI - Il salto verso Bergamo, tuttavia, non è stato affatto una passeggiata. I primissimi mesi vissuti da giocatore orobico sono stati segnati da profonde difficoltà di ambientamento e da un rendimento opaco, tanto da far circolare in autunno prepotenti voci su un suo prematuro addio. Una crisi d'identità che lo aveva persino spinto a valutare un clamoroso ritorno in Salento, complice il vincolo regolamentare legato a una presenza in Coppa Italia disputata ad agosto proprio con il Lecce, che gli impediva di fatto di vestire una terza casacca nella stessa annata sportiva. Un momento di smarrimento fisiologico, accompagnato dalle enormi aspettative di una piazza esigente.

LA RINASCITA SOTTO PALLADINO - Quel pensiero fugace di resa è svanito però nel giro di poche settimane. Il centravanti ha saputo rimettersi in gioco con feroce determinazione, trovando la sua dimensione tattica ideale sotto la sapiente gestione di mister Raffaele Palladino. Ritrovata la bussola, ha ricominciato a gonfiare la rete con una regolarità impressionante, infiammando a più riprese il pubblico della New Balance Arena: il tabellino stagionale recita già otto marcature in campionato, impreziosite da due reti in Coppa Italia e un sigillo nella scintillante cornice della Champions League. Una definitiva consacrazione che certifica il valore di un giocatore ormai imprescindibile per le rotazioni nerazzurre.

Oggi pomeriggio, i sentimenti e la gratitudine resteranno chiusi a chiave negli spogliatoi: al fischio d'inizio, conterà solo la spietata freddezza del killer dell'area di rigore, pronto a fare male a chi, non molto tempo fa, esultava a squarciagola per le sue prodezze.

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Sezione: Copertina / Data: Lun 06 aprile 2026 alle 15:05
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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