La marcia di avvicinamento al rovente incrocio del lunedì entra nel vivo con le parole cariche di adrenalina di Eusebio Di Francesco. Il tecnico giallorosso ha inquadrato la sfida contro l'Atalanta come uno snodo vitale per la rincorsa salvezza della sua squadra, tessendo le lodi della corazzata orobica ma chiedendo ai suoi ragazzi una prova di estremo coraggio e applicazione tattica per invertire un trend diventato troppo avaro di punti nonostante le recenti, ottime prestazioni.
LA SFIDA FISICA E IL RISPETTO PER LA DEA - Il condottiero salentino ha ben chiare le insidie che attenderanno i suoi uomini. L'avversario di turno, orchestrato dalla sapienza tattica di Raffaele Palladino, rappresenta uno degli ostacoli più impervi del campionato. «Bisogna competere con una squadra che ha fisicità e porta la partita sui duelli. Più ne riusciremo a vincere, più possibilità avremo di ottenere un risultato positivo», ha spiegato lucidamente l'allenatore. Un'Atalanta che, pur avendo attraversato fisiologici alti e bassi, ha incantato nel cammino in Champions League e ha operato pesantemente sul mercato, andando a pescare proprio in Puglia per rafforzare il proprio arsenale offensivo. Nonostante le ovvie variazioni sul tema del consolidato 3-4-2-1, il dna e la spaventosa forza d'urto della Dea restano un fattore di altissimo profilo.
LA MENTALITÀ SALENTINA E L'URGENZA DI PUNTI - Guai però a parlare di rassegnazione preventiva. Dopo le immeritate sconfitte incassate contro Napoli e Roma, maturate al culmine di prove corali solide ma vanificate dalla sfortuna e da fatali disattenzioni, la ricetta per risollevarsi passa dalla massima concretezza. «Non esistono le finali, la finale è una sola. Per me ogni allenamento lo è», ha tuonato l'ex manager romanista, esigendo una fame agonistica spietata. Il gruppo ha ormai assorbito i nuovi dettami tecnici e ora deve tramutarli in punti pesanti, mantenendo viva la voglia di lottare su ogni singolo pallone senza mai rinunciare a farsi vedere con pericolosità negli ultimi sedici metri avversari.
L'INFERMERIA E LA GESTIONE DEL BABY GIOIELLO - Sul fronte della disponibilità, le scelte non prevedono stravolgimenti tattici clamorosi, pur con qualche nodo da sciogliere. Se Renato Veiga è tornato a faticare regolarmente in gruppo e Lassana Coulibaly brucia le tappe per strappare una convocazione in extremis, destano preoccupazione le condizioni di Antonino Gallo, considerato l'elemento più a rischio per il posticipo. Certa, invece, l'assenza di Riccardo Sottil, una defezione che costringerà lo staff tecnico ad adattare alcuni interpreti sulla trequarti. Capitolo a parte per Francesco Camarda: la giovanissima punta farà da semplice spettatore. «Si mette la sciarpa e ci tifa allo stadio», ha glissato il mister, aggirando le polemiche sollevate da Massimo Ambrosini sul suo impiego e ricordando come la vera base dell'apprendimento tecnico vada coltivata ben prima del grande salto, intorno ai dodici anni d'età.
IL MALATO ITALIA E IL DOLCE RICORDO DI FAMIGLIA - L'orizzonte dell'analisi si è poi fatalmente allargato alle macerie del pallone nostrano. Rispetto alla retorica disfattista, l'allenatore ha offerto uno spunto culturale molto netto: «Sul calcio italiano, dobbiamo spingere sull'avere maggiore coraggio. Ai miei calciatori dico di non buttare la palla. Come facciamo a osare se siamo i primi che denunciano chi cerca il duello uno contro uno?», ha sentenziato, invocando sfrontatezza e coraggio per colmare il divario atletico con i colossi europei. In chiusura, un dolce aneddoto legato alle statistiche: l'ultimo successo leccese tra le mura amiche contro i bergamaschi porta infatti la firma di suo figlio, Federico Di Francesco. Una romantica coincidenza che strappa un sorriso speranzoso a tutto l'ambiente.
La tavola è apparecchiata per una battaglia senza esclusioni di colpi. Lontana dal calore e dalle certezze della New Balance Arena, la formazione nerazzurra è avvisata: in terra salentina troverà un avversario ferito, orgoglioso e pronto a lottare su ogni centimetro di prato.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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