La ferita per l'ennesima esclusione dell'Italia dai prossimi Mondiali continua a bruciare e il dibattito sulle vere cause del disastro non accenna a placarsi. A riaccendere la fiamma delle polemiche è stato Fabio Caressa, che ha puntato il dito senza mezzi termini contro i contorti criteri di qualificazione internazionali, rei di aver generato un tabellone ricco di anomalie e ingiustizie sportive a discapito della Nazionale.

L'ACCUSA AI VERTICI - L'analisi del noto telecronista – andata in scena sulle frequenze di Sky Sport – evidenzia un difetto di base nell'atteggiamento politico della nostra federazione. Se da un lato i parametri imposti dai vertici del calcio continentale risultano incomprensibili, dall'altro è mancata una presa di posizione forte da parte nostra al momento giusto. «Non hanno nessun senso, ma andava fatto presente alla UEFA. Una volta che lo accetti e una volta che non lotti per cambiarlo ci devi stare», ha sentenziato il giornalista, fotografando un'accettazione passiva che si è ritorta come un boomerang contro il movimento azzurro.

LO SCANDALO SCANDINAVO - Per comprendere appieno l'assurdità del sistema, basta volgere lo sguardo al percorso della Svezia. La compagine scandinava ha letteralmente naufragato nel Girone B al cospetto di Svizzera, Kosovo e Slovenia, racimolando la miseria di due punti, con quattro reti all'attivo e ben dodici al passivo. Un ruolino di marcia disastroso che, clamorosamente, non le ha precluso l'accesso agli spareggi in virtù del trionfo nella Lega C di Nations League. Un paradosso burocratico divenuto poi rampa di lancio per le successive vittorie su Polonia e Ucraina che le sono valse il pass iridato.

IL CORTOCIRCUITO SUDAMERICANO - Ma le storture normative superano abbondantemente anche i confini del Vecchio Continente. Nelle qualificazioni sudamericane, infatti, la Bolivia ha accarezzato il sogno d'Oltreoceano fino allo spareggio intercontinentale, perso in seguito contro l'Iraq. Un traguardo sfiorato nonostante un bilancio sportivo da incubo: dieci sconfitte su diciotto gare disputate, accompagnate da due miseri pareggi e sole sei vittorie. Dati che stridono prepotentemente con il cammino del gruppo azzurro, costretto ad alzare bandiera bianca dopo aver incassato soltanto due battute d'arresto nell'intero raggruppamento, entrambe maturate nel doppio confronto con la Norvegia.

Il calcio moderno richiede regole meritocratiche, lineari e trasparenti. Il dramma sportivo dell'Italia deve necessariamente fungere da monito istituzionale, affinché il torneo più prestigioso del globo non si trasformi mai più nel trionfo della burocrazia a discapito del campo.

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Sezione: Mondiali 2026 / Data: Dom 05 aprile 2026 alle 21:40
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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