Ci sono partite che trascendono il campo e diventano qualcos'altro: teatro dell'assurdo, palcoscenico dell'epica minore, specchio fedele di tutto ciò che il calcio sa essere quando c'è davvero qualcosa in palio. Cremona, stadio Giovanni Zini, ultima giornata di Serie A: la Cremonese cerca punti salvezza, il Como insegue un posto in Champions League. Il risultato finale è 4-1 per gli ospiti, con tre espulsi tra le fila grigiorosse, due rigori, un'invasione di campo simbolica e la matematica che sorride ai lariani nel momento in cui la Juventus — impantanata nel caos del derby di Torino fermato per scontri fuori dallo stadio — non riesce a fare il risultato che serviva. Il sogno europeo che conta è realtà per il Como. La Serie B è realtà per la Cremonese.
UN PRIMO TEMPO DA CARDIOPALMA SULLO SFONDO - I primi quindici minuti vivono di nervi, scontri a centrocampo e ritmi spezzettati: troppo in gioco per entrambe per rischiare, troppa tensione per giocare davvero. Lo scenario è complicato ulteriormente dalla notizia che arriva da Torino: il derby tra granata e Juventus è fermo negli spogliatoi per un tifoso colpito da un malore grave durante gli scontri esterni. Lo stadio del Lingotto respira a fatica, e anche a Cremona il clima si carica di un peso che va oltre i novanta minuti. A rompere l'equilibrio tattico ci pensa Assane Diao, che sulla sinistra semina Matteo Terracciano e mette al centro per Georgios Douvikas: Emil Audero para la prima conclusione, ma sulla respinta Jesús Rodríguez è il più lesto di tutti. Un siluro con la deviazione determinante di Alberto Grassi che si insacca: 0-1 Como al 39'. Intanto dalla Curva grigiorossa parte un gesto di solidarietà per quanto accaduto a Torino, ma i cori contro la Polizia provocano l'uscita spontanea di gran parte del settore ultras dal proprio settore.
LA RIPRESA: GOL, RIGORI E CAOS ROSSO - La seconda frazione si apre a ritmi forsennati e il Como la chiude in pochi minuti. Al 51' Marco Vardy si guadagna un rigore dopo un contrasto con Ramon, e Federico Bonazzoli spiazza Audero: 1-2. La gara sembra riequilibrarsi, ma è un'illusione. Un contatto in area tra Luca Bianchetti e Douvikas richiama l'attenzione del VAR: lunga attesa, monitor, e l'arbitro Fabio Maresca indica il dischetto. La decisione scatena le proteste grigiorosse: Milan Djuric, Grassi e David Okereke vengono espulsi con cartellino rosso diretto. – come ricostruisce La Gazzetta dello Sport – tre rossi in pochi minuti trasformano lo «Zini» in un set da film. Patrick Da Cunha, capitano lariano, trasforma il rigore del 3-1 e poi firma la doppietta del 4-1 definitivo nel giro di sette minuti. Surreale.
IL COMO IN CHAMPIONS, LA CREMONESE RETROCESSA - Mentre i risultati paralleli si definiscono, il quadro si chiarisce in tutta la sua drammaticità: la Juventus non riesce a fare il sorpasso necessario, e il Como di Cesc Fàbregas vola in Champions League al primo tentativo nella storia del club. Una favola moderna, scritta con soldi americani, visione tecnica e una squadra costruita per stupire. Dall'altra parte, la Cremonese torna in Serie B dopo una stagione combattuta fino all'ultima giornata, pagando a caro prezzo l'inferiorità numerica e un girone di ritorno non all'altezza delle ambizioni. Due destini opposti, decisi nello stesso pomeriggio, sullo stesso prato. Il calcio, quando vuole, sa ancora essere straordinario.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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