Il crollo che nessuno avrebbe voluto vedere, ma che in fondo nessuno riusciva davvero a escludere. Il Milan cade 2-1 contro un Cagliari senza più nulla da perdere nell'ultima giornata di Serie A, e saluta definitivamente la corsa alla Champions League. San Siro si trasforma in un teatro di fischi e contestazione: la stagione rossonera si chiude a 70 punti, con l'Europa League come magra consolazione e il futuro di Massimiliano Allegri sulla panchina più in bilico che mai.

UN AVVIO ILLUSORIO: SAELEMAEKERS PORTA IN VANTAGGIO IL MILAN - Dopo appena due minuti la gara sembra mettersi nel verso giusto per i rossoneri. Santiago Gimenez prolunga per Alexis Saelemaekers, che sfrutta un ritardo di Yerry Mina e batte Elia Caprile per l'1-0. Santiago Gimenez — protagonista di una stagione tormentata, segnata da un lungo infortunio che ne aveva condizionato l'impatto — sembrava aver finalmente trovato il timing giusto. Ma il vantaggio dura poco. Il Cagliari cresce col passare dei minuti e al 20' trova il pareggio con Luca Borrelli, bravo a sfruttare una situazione confusa in area sugli sviluppi di un cross. Da quel momento il Milan perde brillantezza e il Cagliari prende fiducia.

LA RIPRESA: RODRIGUEZ RIBALTA TUTTO, ALLEGRI MANDA TUTTI DENTRO - Massimiliano Allegri non riesce a trovare la chiave per scuotere i suoi nella ripresa. Al 58', ancora da calcio piazzato, Diego Rodriguez approfitta delle incertezze di Adrien Rabiot e Fikayo Tomori e firma il clamoroso 2-1. San Siro resta gelato. Il tecnico livornese prova a rimescolare le carte inserendo Christian Pulisic, Rafael Leão, Luka Modrić e Niclas Füllkrug, ma la reazione è confusa e disordinata. Rabiot sfiora il pareggio in sforbiciata, Pulisic va vicino di testa, ma il Cagliari — paradossalmente — ha addirittura le occasioni migliori per il tris, con Adopo, Gaetano e Mendy che sprecano situazioni potenzialmente letali.

SAN SIRO IN RIVOLTA: FISCHI E CONTESTAZIONE - il Milan si è disunito al primo ostacolo, come aveva ammesso Allegri con amarezza dopo un'altra sconfitta bruciante nelle ultime settimane. Al triplice fischio esplode con tutta la sua forza la contestazione iniziata già nel pre-partita, con la Curva Sud e il tifo organizzato che avevano protestato contro società e dirigenza prima del calcio d'inizio. I fischi che accompagnano i giocatori fuori dal campo sono assordanti: la Champions sfuma clamorosamente dopo una stagione trascorsa a lungo nelle posizioni di vertice. L'Europa League resta l'unica destinazione europea, una punizione sportiva che il popolo rossonero fatica ad accettare.

Il Milan chiude con 70 punti, fuori dalla Champions per un soffio e tra le polemiche. L'estate sarà lunga e bollente. E le domande sul futuro di Allegri, in questo momento, non hanno ancora una risposta.

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Sezione: Serie A / Data: Dom 24 maggio 2026 alle 22:46
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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