La notte di San Siro si tinge prepotentemente di nerazzurro e certifica la crisi acuta e inesorabile del Diavolo. L'Atalanta e il Milan danno vita a una sfida dai due volti, in cui i bergamaschi impartiscono una severa lezione di calcio per oltre ottanta minuti, sfiorando una goleada storica prima di concedersi un incomprensibile calo di tensione nei minuti di recupero. Un crollo vertiginoso per i padroni di casa, che ora tremano per il piazzamento Champions, e un'iniezione di pura fiducia per una Dea che continua a sognare l'Europa.

LEZIONE MAGISTRALE - Il divario ammirato sul prato del Meazza è stato per lunghi tratti a dir poco imbarazzante. La truppa orchestrata in maniera impeccabile da Raffaele Palladino ha sciorinato un palleggio pulito, verticale e qualitativamente superiore, mettendo a nudo tutte le fragilità tattiche e atletiche della formazione di Massimiliano Allegri. Orfani della mente illuminante di Luka Modric, i rossoneri sono apparsi svuotati e privi di un'identità precisa, costretti a subire le folate orobiche in una mediana che sembrava esporre un triste cartello con su scritto: «Qui un tempo regnava Modric». Il doppio vantaggio maturato nel primo tempo porta la firma di Ederson e Davide Zappacosta. Entrambe le reti sono state innescate dalle giocate di un ispiratissimo ex di turno, Charles De Ketelaere, formidabile nel rifinire per le sponde di Giacomo Raspadori e Nikola Krstovic, prologo alle zampate vincenti che hanno zittito lo stadio.

SPROFONDO ROSSONERO - L'inizio della ripresa ha assunto i contorni di una vera e propria Caporetto sportiva per i padroni di casa. Al sesto minuto, Raspadori ha estratto dal cilindro un bolide meraviglioso indirizzato sul palo lasciato colpevolmente scoperto da Mike Maignan, siglando lo zero a tre che ha fatto traboccare il vaso della pazienza milanista. – come riferisce La Gazzetta dello Sport – la Curva Sud ha abbandonato in massa gli spalti in segno di durissima contestazione verso la proprietà, invitando esplicitamente l'amministratore delegato Giorgio Furlani a fare le valigie. A peggiorare il quadro clinico è arrivata la prestazione disastrosa e abulica di Rafael Leao, sommerso di fischi, sostituito e persino ammonito: un cartellino pesantissimo che gli farà saltare la prossima e decisiva trasferta di Genova, esattamente come ai compagni Alexis Saelemaekers e Pervis Estupinan.

IL BRIVIDO FINALE - Quando il sipario sembrava ormai calato, la compagine orobica ha commesso l'unico, veniale peccato di presunzione della sua serata, staccando la spina con colpevole leggerezza. L'ingresso dettato dalla disperazione di Christopher Nkunku e Niclas Füllkrug ha acceso un finale isterico, insensato e al cardiopalma. Prima la rete di Strahinja Pavlovic all'ottantottesimo, poi il rigore trasformato dallo stesso Nkunku in pieno recupero, concesso dopo due miracoli assoluti di un monumentale Marco Carnesecchi, hanno ridato un'effimera ed estrema speranza al popolo di fede rossonera. L'ultimo, convulso respiro del match ha persino regalato a Matteo Gabbia l'incredibile pallone di un clamoroso pareggio, sbucciato a lato da pochi passi. Un azzardo estremo che non cancella l'inconsistenza milanista, ma che deve servire da severo monito per i bergamaschi per mantenere altissima la concentrazione fino all'ultimo secondo.

ORIZZONTI EUROPEI - Il trionfo corsaro fa sognare a occhi aperti i tifosi, idealmente abbracciati sugli spalti della New Balance Arena, rilanciando prepotentemente le velleità per un piazzamento d'élite, strizzando l'occhio a un potenziale assist dell'Inter nella finale di Coppa Italia. Ironia della sorte, il capolavoro di Palladino ha fatto sorridere anche l'ex mentore nerazzurro Gian Piero Gasperini, che grazie a questo tonfo ha clamorosamente agganciato il Milan al quarto posto con la sua Roma. Per Allegri, di contro, la qualificazione in Top 4 non è più un lusso acquisito, ma un obbligo vitale per salvare la stagione e, forse, anche la propria panchina.

L'Atalanta esce dalla Scala del Calcio con tre punti di platino e la consapevolezza di essere una squadra spietata: l'Europa è un traguardo possibile, da andare ad azzannare senza la minima pietà.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 11 maggio 2026 alle 07:18
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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