In un infuocato e insidioso fazzoletto di terra nel sud della Serbia, la Nazionale femminile italiana ha recapitato un messaggio inequivocabile all'intera Europa calcistica. A Leskovac le Azzurre hanno sfoderato una prestazione monumentale, spazzando via le avversarie con un tennistico e inappellabile 6-0 che riapre prepotentemente la corsa al primo posto nel girone di qualificazione iridata.
UNA COOPERATIVA DEL GOL INARRESTABILE - La supremazia territoriale è stata assoluta fin dai primissimi istanti, annullando totalmente una formazione che recentemente era stata capace di fermare la Danimarca. Il commissario tecnico Andrea Soncin ha saputo plasmare un gruppo coeso e letale, sopperendo anche alle defezioni che hanno limitato le scelte della collega Lidija Stojkanovic. Il tabellino dei marcatori è un autentico inno alla coralità: l'apertura delle danze ha portato la firma di Cristiana Girelli con un'incornata perentoria (dopo un precedente gol annullato per fuorigioco sospetto), seguita dal delizioso pallonetto di Elisabetta Oliviero e dal sigillo aereo di Martina Lenzini per chiudere il primo tempo sul tris. Nella ripresa, la gemma dalla distanza di Arianna Caruso, la rasoiata della subentrata Sofia Cantore e il sigillo al fotofinish di Giada Greggi hanno completato il capolavoro. Sei reti siglate da sei interpreti differenti, che si aggiungono all'acuto di Martina Piemonte del mese scorso: l'Italia è oggi un collettivo inesauribile e dalle mille risorse.
LE SCELTE TATTICHE E IL TRAGUARDO STORICO - Il trionfo nasce anche dalle sapienti intuizioni della vigilia. Rispetto all'uscita precedente, il mister ha rimescolato le carte lanciando dal primo minuto Angelica Soffia in difesa al posto di Elena Linari, riproponendo Benedetta Glionna sulla corsia di destra e schierando Girelli supportata dall'estro di Giulia Dragoni. In un assetto tattico flessibile tra il 3-5-2 e il 3-5-1-1, le azzurre hanno cinto d'assedio l'area serba armandosi di enorme pazienza. A dirigere l'orchestra a centrocampo ci ha pensato un'impeccabile Manuela Giugliano, autentica specialista sui calci piazzati, che in questa magica serata ha festeggiato il prestigioso traguardo delle cento presenze con la maglia azzurra, mentre a Laura Giuliani è stato concesso un meritato turno da semplice spettatrice non pagante.
IL MODELLO BERGAMASCO IN CHIAVE NAZIONALE - L'intensità asfissiante, le continue sovrapposizioni e la ferocia su ogni singolo pallone mostrate in campo internazionale ricordano molto da vicino i dettami tattici che Raffaele Palladino esige quotidianamente dalla sua Atalanta. Una mentalità aggressiva e coraggiosa, studiata per dominare il gioco e piegare l'avversario con un ritmo forsennato, esattamente come accade nelle notti di gala sotto i riflettori della New Balance Arena, dove la spinta corale del gruppo esalta sistematicamente le doti del singolo talento offensivo.
LA CLASSIFICA E LA BATTAGLIA DI COPENAGHEN - Archiviata la sontuosa manita arricchita, la concentrazione si sposta immediatamente sui prossimi decisivi incroci. La graduatoria del girone – come analizza puntualmente La Gazzetta dello Sport – sorride nuovamente ai nostri colori. Il successo balcanico ha permesso l'aggancio a quota quattro punti alla Svezia, superata contemporaneamente dalla capolista Danimarca, ora balzata a sette lunghezze. Sabato prossimo a Copenaghen andrà in scena un vero e proprio scontro titanico contro le capoliste danesi. Le ragazze italiane arriveranno all'appuntamento cariche a molla, pronte ad azzannare quel primato che garantisce l'accesso diretto ai prossimi Mondiali senza il patema degli spareggi.
Una notte perfetta che fa riscoprire al movimento tricolore la bellezza di un gruppo unito e affamato. Ora l'ultimo miglio in terra scandinava per trasformare la rinascita in un sogno mondiale tutto da vivere.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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