L’ipotesi di commissariamento, finora impraticabile per l’assenza dei requisiti formali, potrebbe diventare concreta nel caso in cui l’Assemblea elettiva del 22 giugno non riesca a eleggere il nuovo presidente federale.

Le norme interne della FIGC prevedono infatti un sistema di votazione a più turni: al primo scrutinio viene eletto il candidato che ottiene la maggioranza dei tre quarti dei voti validi; al secondo turno la soglia scende ai due terzi; al terzo è sufficiente la maggioranza semplice, pari al 51%.

Nel caso in cui siano presenti tre candidati e nessuno raggiunga la maggioranza richiesta, si può procedere al ballottaggio. Tuttavia, per ragioni politiche — come già accaduto nel 2018 — il rischio di commissariamento tornerebbe a essere concreto.

Sezione: Italia / Data: Lun 13 aprile 2026 alle 08:30 / Fonte: La Gazzetta dello Sport
Autore: Daniele Luongo
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