Roma e Atalanta danno vita a una sfida intensa e vibrante sul prato dell'Olimpico, ma l'uno a uno finale finisce per far sorridere unicamente le dirette concorrenti nella spietata corsa alla Champions League. La partita, decisa interamente in una scoppiettante prima frazione, certifica le enormi difficoltà capitoline nei grandi appuntamenti e fissa le nuove ambizioni europee della Dea, ormai aggrappata alla rincorsa per l'Europa League e, soprattutto, all'imminente dentro o fuori in Coppa Italia.

IL MURO DI CARNESECCHI E I LIMITI GIALLOROSSI - Se il parziale non si è schiodato dal pareggio, grandissimo merito va attribuito a Marco Carnesecchi. L'estremo difensore ospite si è rivelato un baluardo insuperabile, meritandosi ampiamente la palma di migliore in campo assegnatagli dalla Lega Serie A. Sull'altra sponda, i numeri iniziano a farsi allarmanti per la squadra padrona di casa: aver collezionato una sola vittoria negli scontri diretti è un fardello pesantissimo per chi ambisce al quarto posto. Alla fragilità negli appuntamenti clou si unisce la permeabilità difensiva: dopo il botta e risposta firmato da Nikola Krstovic e Mario Hermoso, il passivo recita tredici reti subite nelle ultime sette uscite, quasi quante le sedici incassate nelle ventisei giornate precedenti. La rincorsa Champions non è matematicamente chiusa, ma una potenziale vittoria della Juventus contro il Bologna scaverebbe un fossato quasi invalicabile.

IL SILENZIO DI GASPERINI E I FISCHI DELLA CURVA - Il post-partita ha inevitabilmente acceso i riflettori su Gian Piero Gasperini, attesissimo dopo la bufera scoppiata in settimana con il senior advisor Claudio Ranieri. Il tecnico di Grugliasco ha scelto la via di un gelido distacco: «Sono stato tirato dentro questa cosa, non si parla d'altro da una settimana. Non ho risposto e continuo a non rispondere, perché non mi sembra una cosa molto bella. Lotteremo contro Como e Juve, chiudiamo benissimo il campionato e poi, quel che sarà fra un mese, si affronterà a fine stagione». Un rinvio che non ha placato l'umore schizofrenico della piazza: accolto da una roboante ovazione alla lettura delle formazioni, l'allenatore è stato poi bersagliato dai fischi al termine della contesa. Un clima surreale, anticipato a inizio gara da eloquenti striscioni della Curva Sud che invitavano tutte le componenti societarie a sotterrare l'ascia di guerra per il bene della squadra.

L'ORIZZONTE DELLA DEA E LA NOTTE DI COPPA - Sul versante lombardo, i ragazzi di Raffaele Palladino si ritrovano virtualmente esclusi dal tabellone della prossima Champions League. Lo sguardo della società bergamasca, attualmente posizionata in zona Conference League ma distante soli quattro punti da Roma e Como, è tuttavia proiettato verso traguardi altrettanto prestigiosi. L'Europa League resta un obiettivo ampiamente alla portata, ma il vero spartiacque dell'intera annata è cerchiato in rosso sul calendario: la semifinale di ritorno contro la Lazio in programma mercoledì si preannuncia come la gara più importante della stagione, un appuntamento in cui l'Atalanta si giocherà l'accesso all'ultimo atto della coppa nazionale.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Dom 19 aprile 2026 alle 08:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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