L'imminente e delicatissima trasferta nella tana della Roma impone la massima concentrazione in casa Atalanta, dove il tecnico Raffaele Palladino sta curando maniacalmente ogni minimo dettaglio tattico e atletico. L'attenzione dello staff medico nerazzurro è però calamitata quasi interamente dalle precarie condizioni fisiche di Isak Hien, al centro di un vero e proprio rebus difensivo in vista della rovente sfida dell'Olimpico, un crocevia fondamentale per blindare le ambizioni europee del club.

IL LAVORO AL CENTRO BORTOLOTTI - La preparazione della corazzata bergamasca è proseguita con una fitta sessione in tarda mattinata. L'allenamento odierno è stato interamente calibrato sul perfezionamento degli automatismi e sulla brillantezza fisica necessaria per disinnescare la formazione capitolina. Mentre il grosso della rosa ha risposto presente alle severe sollecitazioni dell'allenatore campano, l'infermeria continua a dettare un'agenda parallela per alcuni elementi in via di guarigione. Il portiere Francesco Rossi prosegue il suo personale e graduale percorso di riabilitazione sudando in solitaria sul terreno di gioco, imitato a stretto giro di posta dal centrocampista Kamaldeen Sulemana, anch'egli costretto a una seduta differenziata e rigorosamente slegata dal lavoro del gruppo.

IL PESSIMISMO E L'IPOTESI PANCHINA - Il vero, grande punto interrogativo che tormenta i pensieri del mister riguarda però la solidità del pacchetto arretrato orobico. Il recupero dello svedese rappresenta il tema nevralgico di questi frenetici giorni di vigilia, ma i segnali che filtrano dai campi d'allenamento non inducono a facili ottimismi. Il roccioso centrale ha da pochissimo ricominciato a calcare l'erba per sottoporsi a un cauto programma individuale; un balzo in avanti che, tuttavia, non sembra minimamente sufficiente per garantirgli una maglia da titolare nell'undici anti-Roma. L'obiettivo massimo, allo stato attuale delle cose, appare quello di strappare una convocazione all'ultimo respiro per accomodarsi almeno in panchina e offrire un'alternativa d'emergenza, sebbene le percentuali di successo restino maledettamente basse.

A poche ore dal fischio d'inizio, lo spogliatoio serra i ranghi: con o senza il proprio colosso a protezione della retroguardia, l'imperativo è scendere in campo col coltello tra i denti per portare a casa l'intera posta in palio.

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Sezione: Primo Piano / Data: Gio 16 aprile 2026 alle 19:15
Autore: Daniele Luongo
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