MARTINEZ, voto 6,5
Primo tempo da spettatore inquieto: il destro a incrociare di Bonanomi gli sibila accanto al palo e al 32' solo il legno gli evita la capitolazione sulla conclusione ravvicinata di Zanaboni. In apertura di ripresa è invece bravo di riflesso sul tocco da due passi e poco dopo smanaccia con decisione un traversone velenoso sul primo palo. Il clean sheet è anche merito suo, pur senza l'intervento che cambia la storia. Sicuro.

REGAZZETTI, voto 6
Sceglie la prudenza: quasi mai oltre la linea di metà campo, tutto concentrato sulla fase difensiva, dove però è puntuale nelle scalate e attento sul secondo palo, come sul traversone che rimanda in angolo di testa a fine primo tempo. Si conferma una delle sorprese più solide del reparto, macchiata solo dalla trattenuta che gli costa il giallo al 65'. Solido.

VESELI, voto 5,5
Tra gli ultimi arrivati, paga il tempo che serve per sincronizzarsi con la linea: le distanze con il centrale di fianco sono spesso sbagliate e da quella parte gli esterni bergamaschi trovano superiorità con troppa facilità. Un paio di volte se la cava perché l'ultimo passaggio avversario non arriva. Acerbo.

Dal 77' PITTINO, SV

BACHINI, voto 6
Meglio del compagno di reparto nella gestione della profondità, con qualche anticipo che spegne le ripartenze sul nascere. Anche lui, però, incappa in due letture affrettate nel finale di primo tempo: le punte di Beati non hanno la cattiveria per punirlo. Diligente.

FALASCO, voto 6
La sua è una partita di trincea: da quella parte arrivano la verve di Bonanomi e le accelerazioni di Idele, e lui limita i danni alternando posizione e mestiere, con le buone e con le cattive. Al 29' stringe i denti dopo un problema alla caviglia destra, al 37' trova pure il tempo di confezionare il cross più pericoloso dei suoi. Rischia grosso due volte, sulla scivolata che gli costa il giallo e sul braccio largo rivisto al monitor nel recupero: il direttore di gara lo assolve in entrambe le occasioni. Spregiudicato.

ARRIGONI, voto 6,5
Da capitano si prende il compito ingrato: rompere il fraseggio avversario, spesso rincorrendo palloni che i compagni gli lasciano alle spalle. Nella ripresa firma l'intervento che vale quanto un gol, l'anticipo al limite su Pounga lanciato verso la porta, letto con mezzo secondo di anticipo. Guida la squadra anche nel dialogo con l'arbitro quando la tensione sale. Provvidenziale.

BACCIARDI, voto 6
Nel duello a centrocampo è spesso in inferiorità numerica e la palla scotta, ma non arretra di un metro fino al triplice fischio: raddoppia, spende il fallo tattico quando serve, tiene la posizione anche nei venti minuti di massima pressione bergamasca. Rispetto alla prova di Pineto il passo avanti è evidente. Tenace.

MAWETE, voto 7
Per quarantacinque minuti resta ai margini, senza mai ricevere in posizione utile. Poi bastano quattro minuti di ripresa: attacca il primo palo con i tempi del centravanti navigato e trasforma la punizione del compagno nel colpo di testa che decide la partita al Picchi. Seconda rete stagionale, primato interno nei marcatori e una squadra intera galvanizzata dal suo stacco. Letale.

Dal 73' RIZZA, voto 6
Rileva l'uomo del vantaggio con il compito di far salire la squadra e amministrare: non lascia tracce offensive, ma nemmeno concede la ripartenza che avrebbe rimesso tutto in discussione. Ordinato.

ARAMU, voto 6
La retroguardia bergamasca lo prende in consegna e non gli concede mai il tempo di girarsi tra le linee: nel gioco aperto la sua serata resta a corrente alternata. Ma sui piazzati cambia tutto, e il traversone che al 49' pesca la testa del compagno è una carezza di piede che vale l'intera posta. La sufficienza gliela regala quel pallone. Utile.

Dal 66' MANCINI, voto 6
Entra con la voglia di aggredire gli spazi che nel finale si aprono, e nel recupero si ritrova lanciato verso il portiere avversario: solo il rientro disperato di Pounga gli nega il raddoppio. Volenteroso.

MALOTTI, voto 5,5
Nel primo tempo è uno dei pochi ad accettare l'uno contro uno, anche se la conclusione del 28' è troppo prevedibile per impensierire il portiere. Il guaio è il resto: un'apertura sbagliata che si perde sul fondo, soprattutto il fallo in attacco al 34' che cancella la rete dei suoi. Nella ripresa si eclissa fino al cambio. Evanescente.

Dal 67' CALABRÒ, voto 5,5
Il suo ingresso porta un tentativo dalla distanza troppo centrale e poco altro sul piano del gioco. In compenso alza la temperatura: si becca con l'avversario diretto e all'82' rimedia un'ammonizione per l'intervento sul portiere in uscita, con la panchina bergamasca a chiedere il provvedimento più severo al monitor. In una gara da amministrare, un rischio che la squadra non poteva correre. Nervoso.

DI CARMINE, voto 5,5
Isolato come raramente gli capita, riceve pochissimi palloni giocabili e quelli che arrivano sono lanci da difendere spalle alla porta contro difensori più strutturati. Non trova mai il modo di far salire la squadra, e nella ripresa il quadro non cambia fino alla sostituzione. Isolato.

Dal 67' GABBIANI, voto 6
Mette dentro l'agonismo che serviva alla fase di gestione: lotta su ogni pallone sporco e nel recupero si guadagna la rimessa laterale in zona offensiva che vale secondi preziosi. Combattivo.

VANIGLI, voto 6
Chiamato in panchina dalla squalifica del titolare, sceglie una gara di equilibrio e la porta a casa: la squadra concede il palo e diverse situazioni pericolose nel primo tempo, ma non si sfalda mai e trova nella palla inattiva l'arma che le mancava nel gioco. Resta la sterilità dalla cintola in su e una condizione ancora lontana dal massimo, oltre all'espulsione per proteste all'84' che lo priva della guida negli ultimi minuti. I tre punti, però, continuano ad arrivare. Pragmatico.

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Sezione: Serie C / Data: Dom 06 settembre 2026 alle 21:31 / Fonte: Daniele Luongo
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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