Tre partite sono bastate a ribaltare tutto: la Fiorentina ha esonerato Fabio Grosso e la decisione porta la firma di Fabio Paratici, lo stesso dirigente che appena qualche settimana fa lo aveva individuato come guida del nuovo corso viola. Una sterzata netta, maturata nella riunione societaria andata in scena in serata.

UN AVVIO SENZA SEGNALI - Il quadro restituito dal campo nelle prime tre uscite è impietoso: nessuna idea riconoscibile nella costruzione, poca brillantezza sul piano atletico e, soprattutto, la casella dei punti ancora ferma a quota zero. I passi falsi contro Roma, Frosinone e Torino hanno completato un percorso che non concedeva alibi alla panchina.

I NUMERI CHE PESANO - Il bilancio statistico spiega meglio di qualsiasi ragionamento il motivo della scelta: nove gol subiti in tre giornate, una retroguardia costantemente in affanno e un attacco praticamente incapace di incidere. Il risultato è l'ultima posizione in classifica, la stessa che i toscani avevano occupato per larga parte dell'annata precedente, chiusa con una salvezza sofferta fino in fondo.

L'ENTUSIASMO SPENTO DEL VIOLA PARK - La svolta arriva a sorpresa proprio perché l'estate aveva alimentato aspettative diverse: la sessione di mercato aveva rivoluzionato rosa e guida tecnica, generando un clima di fiducia attorno al progetto. Un entusiasmo evaporato in appena ventuno giorni di campionato, come le prime giornate di Serie A hanno già dimostrato in più di un caso.

I DUBBI SULLA CAMPAGNA ACQUISTI - Resta aperto l'interrogativo su eventuali valutazioni maturate al di fuori del rettangolo di gioco, magari legate proprio a quella campagna acquisti tanto ambiziosa quanto difficile da tradurre in fretta in un'identità di squadra.

Quel che resta, al netto delle motivazioni non dichiarate, è la fotografia del terreno di gioco. E quella, in Toscana, non ammetteva rinvii.

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Sezione: Le Altre di A / Data: Dom 06 settembre 2026 alle 23:48
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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