Le elezioni del Real Madrid si giocano anche sui palchi televisivi, e Enrique Riquelme lo sa bene. L'imprenditore trentasettenne che il 7 giugno sfiderà Florentino Pérez per la presidenza dei Blancos ha scelto il talk show El Hormiguero per alzare il livello della campagna elettorale, presentando una promessa destinata a scuotere i circa centomila soci che avranno diritto di voto: se eletto, Erling Haaland vestirà la maglia del Real Madrid.

LA PROMESSA NOTARILE - Non una semplice dichiarazione d'intenti, ma un impegno blindato su carta. Riquelme ha spiegato di aver depositato un documento autenticato a garanzia delle proprie promesse elettorali e si è detto pronto a coprire personalmente qualsiasi inadempienza. «Haaland ha una clausola nel contratto e vuole venire al Real Madrid», ha assicurato, esibendo poi la maglia numero 9 della prossima stagione con il nome del centravanti norvegese sulle spalle. Un'operazione di comunicazione costruita nei minimi dettagli, pensata per colpire l'immaginario dei tifosi madridisti nel momento più caldo della corsa alla presidenza.

LA VISIONE SOCIETARIA - Oltre ai grandi nomi, Riquelme ha illustrato alcuni capisaldi del proprio programma. Tra i punti qualificanti figurano la riduzione del cinquanta per cento della quota associativa fino alla conquista di una nuova Champions League e la costruzione della cosiddetta «Città dei Soci» nell'area di Valdebebas. Sul fronte della governance, il candidato ha ribadito con forza la propria contrarietà a qualsiasi ipotesi di cessione del club, definendo la consultazione del 7 giugno come «un referendum sul fatto che il Real Madrid resti o meno ai suoi soci».

NO A MOURINHO, SÌ A UNA SORPRESA - L'ospitata a El Hormiguero ha offerto anche lo spunto per replicare indirettamente a Florentino Pérez sul tema della panchina. L'uscente ha già messo in conto il ritorno di José Mourinho nel progetto tecnico che presenterà in caso di rielezione — operazione già oggetto di approfondimento nell'articolo dedicato a Mourinho e il nodo Riquelme. Lo sfidante non ci sta e traccia una linea netta: «Non è il profilo che abbiamo in mente. Se mi darete due giorni, annunceremo il nostro tecnico. Credo sia quello che tutti i tifosi del Real Madrid vogliono». Un'allusione volutamente criptica, che ha alimentato ulteriore curiosità attorno al suo progetto.

RODRYGO E IL MERCATO - L'agenda di Riquelme non si esaurisce con Haaland. Il candidato ha toccato anche il tema Rodrygo, attaccante brasiliano del Real Madrid accostato con insistenza al Manchester City: «Se sarò presidente, giocherà nel Real Madrid». Parole che fotografano bene il clima di questi giorni, con le due campagne — quella di Pérez e quella dello sfidante — che si giocano ogni carta disponibile a pochi giorni dalla consultazione. Chi vincerà il 7 giugno erediterà un club reduce da due stagioni senza titoli e con un cantiere tecnico ancora aperto.

UN DUELLO SENZA PRECEDENTI - Sono vent'anni che al Real Madrid non si vota davvero. Dal 2006 — quando Ramón Calderón batté alle urne proprio Florentino Pérez — il presidente uscente aveva sempre corso da solo. La candidatura di Riquelme, imprenditore del settore delle energie rinnovabili, ha cambiato lo scenario in modo radicale, trasformando quella che avrebbe dovuto essere una formalità in un vero e proprio duello politico. Quale che sia l'esito, il calcio spagnolo difficilmente dimenticherà questa campagna elettorale.

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Sezione: Calcio Estero / Data: Gio 04 giugno 2026 alle 00:11
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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