Quattro parole, una certezza: «Grazie Tony D'Amico». Con questo incipit il comunicato ufficiale dell'Atalanta ha chiuso un capitolo che aveva già scritto pezzi di storia nerazzurra. Tony D'Amico non è più il direttore sportivo dell'Atalanta Bergamasca Calcio. «Dopo quattro intense stagioni vissute insieme, le strade di Atalanta Bergamasca Calcio e del Direttore Sportivo Tony D'Amico si dividono, professionalmente. La famiglia Percassi e quella Pagliuca, ma anche tutta Atalanta BC, ringraziano sentitamente il Direttore Tony D'Amico e gli augurano il meglio per il futuro». Un saluto sobrio, caloroso, che non ha bisogno di aggiunte.
UN DIRIGENTE CHE HA FATTO LA STORIA - D'Amico non è mai stato un uomo da copertine. Ha lavorato in silenzio, costruito con pazienza, scelto con intelligenza. Eppure il suo bilancio bergamasco parla da solo: è lui la mente — o almeno una delle menti — dietro all'Atalanta che nel maggio 2024 alzò la prima Europa League della sua storia a Dublino, battendo il Bayer Leverkusen 3-0. Un'impresa che il calcio italiano non ha ancora finito di raccontare. Prima di Bergamo, D'Amico aveva fatto le sue prime armi nell'élite al fianco di Ivan Juric all'Hellas Verona — quattro anni di lavoro che gli valsero una promozione in Serie A e tre piazzamenti nella metà sinistra della classifica — destando l'attenzione dei club più ambiziosi. La chiamata dell'Atalanta arrivò nell'estate del 2022, e lui non deludette.
IL RUOLO DI GASPERINI E LA PISTA ROMA - Certo, nel ciclo nerazzurro non va dimenticata la figura di Gian Piero Gasperini: il tecnico piemontese è stato il grande architetto del gioco, e il sodalizio con D'Amico ha prodotto risultati straordinari. Ed è proprio questo sodalizio, il teorema Gasperini che fa salire chi prende e scendere chi lascia, a disegnare il futuro immediato di D'Amico. Da settimane il tecnico che ha riportato la Roma in Champions League — diventando nel frattempo guida di un popolo e punto di riferimento assoluto nella Capitale — stava spingendo per riavere al suo fianco il dirigente abruzzese. La candidatura del Milan era reale, ma il legame con Gasperini ha fatto la differenza. Fabrizio Romano ha confermato nelle ultime ore: intesa trovata, annuncio imminente. D'Amico arriverà alla Roma con un contratto pluriennale — tre o quattro anni — per sostituire Frédéric Massara e costruire con Gasperini la squadra che proverà a scalare l'Europa.
COSA TROVERÀ A ROMA - Il lavoro non mancherà. D'Amico dovrà gestire subito i rinnovi di Paulo Dybala, Zeki Çelik e Lorenzo Pellegrini, mettere a posto i conti entro il 30 giugno e poi costruire il mercato estivo, con Mason Greenwood come principale obiettivo di rinforzo. Un'agenda fitta, in una piazza che non perdona gli errori. Ma chi ha saputo gestire il post-Gasperini all'Atalanta non è uomo che si spaventa facilmente. D'Amico ritrova Gasperini nella Capitale dopo i successi nerazzurri: una reunion che fa sognare la Roma e fa un po' di effetto anche a Bergamo.
GIUNTOLI PRENDE IL TESTIMONE - A Zingonia, il posto di D'Amico è già assegnato. Cristiano Giuntoli è pronto a raccogliere il testimone, con un contratto triennale e la missione di costruire la nuova Atalanta al fianco di Maurizio Sarri. L'era delle grandi rifondazioni è cominciata. E come accade sempre nelle storie vere, c'è spazio per essere grati a chi se ne va e curiosi di chi arriva.
D'Amico ha vinto l'Europa League con l'Atalanta. Ora va a fare la stessa cosa con la Roma. Bergamo lo ringrazia. Roma lo aspetta. Il calcio, alla fine, è sempre così: un eterno cerchio.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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