In pochi giorni lo scenario si è ribaltato del tutto, e l'Atalanta si è ritrovata a riscrivere idee e programmi. Ederson, fino a poche settimane fa considerato una cessione praticamente definita, è passato dall'essere una plusvalenza sulla carta a un potenziale rinforzo obbligato: il centrocampista può restare a Bergamo e, contestualmente, allungare il proprio contratto.

UN AFFARE CONGELATO - Il naufragio del passaggio allo United è un colpo duro, non tanto per la mancata cessione quanto per la tempistica. Il club nerazzurro è rimasto bloccato per oltre un mese in un periodo cruciale: a inizio giugno la Dea era certa di aver ceduto il brasiliano ai Red Devils per 45 milioni bonus compresi, salvo poi ritrovarsi in bilico nell'attesa dell'ultima porzione di visite mediche, quella che ha condotto al no inglese.

TEMPO PERSO - L'accordo c'era su tutto e il giocatore aveva già dato l'ok, ma la coda di controlli richiesta dallo United ha finito per raffreddare i britannici. Più ci si avvicinava al fatidico venerdì, più l'operazione traballava, fino al definitivo stop comunicato a Zingonia. A dilatare i tempi ha contribuito la convocazione in extremis al Mondiale, con l'uscita della Seleção agli ottavi che ha rischiato di far slittare ulteriormente il verdetto.

UN MESE DI DUBBI - Come programmare il mercato senza sapere se in cassa ci fossero o meno quei 45 milioni? Con Ederson in rosa serviva un centrocampista in meno, ma l'incertezza sul budget ha impedito piani definitivi – come approfondisce L'Eco di Bergamo. Per questo potrebbero essere sfumati profili mai realmente avviati, come Atta, poi accasatosi alla Fiorentina. Anche in uscita tutto è rimasto fermo: con i cento milioni ipotizzati tra la cessione di Palestra e quella del brasiliano, gli altri big erano quasi blindati; ora, invece, si riapre ogni scenario, compresi quelli su Charles De Ketelaere, Marco Carnesecchi, Giorgio Scalvini o Honest Ahanor. Non solo: se lo United avesse mollato un mese prima, la Dea avrebbe potuto girare il centrocampista all'Atletico, che nel frattempo ha virato altrove acquistando Morten Hjulmand.

LA DISCORDANZA - Ma Ederson è davvero rotto? Per lo United sì, per l'Atalanta assolutamente no: sta benissimo. Il nodo è il ginocchio destro, sottoposto a inizio della scorsa stagione a un intervento di pulizia. Il centrocampista ha poi giocato quasi tutto l'anno, pur non al top e pur fermandosi tra febbraio e marzo per un problema imprecisato, teoricamente muscolare. Non a caso Carlo Ancelotti lo ha gettato nella mischia col Brasile nel momento più delicato dell'ottavo perso con la Norvegia: perché rischiare un infortunato? Il sospetto che lo United abbia semplicemente cambiato idea non è da escludere, visto che nei giorni scorsi ha acquistato Santos e ora punta Koné, Berge, Tchouameni e Scott. Perché, altrimenti, quella distanza tra gli esami inglesi e quelli italiani? Se così fosse, i Red Devils avrebbero giocato un brutto tiro ai nerazzurri, con tanto di pubblicità negativa: chi acquisterebbe ora, a quelle cifre, un giocatore bocciato alle visite?

VERSO IL PROLUNGAMENTO - Il punto è che l'Atalanta doveva vendere Ederson, in scadenza nel 2027: non farlo avrebbe significato perderlo a parametro zero tra un anno, o quasi a gennaio. Era lo scenario di prima, quando non esistevano i presupposti per un rinnovo. Il colpo di scena, però, cambia gli equilibri: ora il piano è trattenerlo e allungargli l'accordo. Si riapre così il dialogo con l'entourage: nulla di scontato, ma un rinnovo-ponte, breve e magari di un solo anno, è diventato un'opzione più che concreta.

LA MEZZALA DI SARRI - Scottata dalla vicenda, la Dea ha saputo riordinare in fretta le idee: Ede non andrà allo United — smentite le voci di una riapertura in extremis — e con ogni probabilità non si muoverà affatto, a meno di clamorose sorprese come un affondo del Newcastle. Soprattutto se andrà in porto quel rinnovo fino a poco fa impensabile. A quel punto potrebbe partire qualcun altro, perché il nuovo centrocampista non sarà Atta, ma potrebbe essere proprio chi già c'era: il brasiliano ha le qualità per fare la mezzala nel calcio di Maurizio Sarri. Restano da ritrovare le motivazioni: convinto che il suo ciclo bergamasco fosse concluso e già proiettato verso Manchester, dovrà ripartire con la testa giusta. Non semplice, ma alla portata di un professionista come lui.

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Sezione: Calciomercato / Data: Dom 12 luglio 2026 alle 07:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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