Paolo Maldini ha detto sì. Il nuovo corso del calcio italiano riparte da lui: sarà il direttore tecnico della Figc e presidente del Club Italia, affiancato nel ruolo di advisor da Leonardo. L'annuncio è arrivato ieri sera, intorno alle venti e mezza, dal presidente federale Giovanni Malagò, che con questa doppia mossa mette a segno il primo grande colpo della sua gestione e restituisce entusiasmo a una tifoseria che ne aveva un disperato bisogno.

IL PROGETTO - Non un nome-bandiera da esibire, ma un dirigente con pieni poteri. È questa la condizione posta dall'ex capitano rossonero, che ha chiesto autonomia vera e l'ha ottenuta: la sua sarà una guida chiamata a sovrintendere l'intero settore tecnico azzurro, dalla Nazionale maggiore fino a tutta la filiera giovanile. Il contratto è di quattro anni, orizzonte scelto non a caso: il tempo per costruire basi solide e rilanciare gli azzurri in vista del Mondiale del 2030.

IL COLPO LEONARDO - La vera sorpresa della serata porta però un altro nome. A volere accanto a sé l'ex compagno di squadra, diventato dirigente di primissimo livello, è stato lo stesso Maldini, e Malagò non ha avuto esitazioni nell'accontentarlo. Leonardo, del resto, non è tipo da comparsa: sarà il braccio destro del direttore tecnico, con cui condividerà scelte e strategie da definire fin da subito. Sul piano economico – come ricostruisce La Gazzetta dello Sport – entrambi hanno accettato condizioni particolarmente vantaggiose per la Federazione, a conferma che il nodo del compenso non è mai stato un ostacolo nei contatti delle ultime tre settimane.

LE PAROLE DI MALAGÒ - A raccontare la genesi dell'operazione è stato il presidente ai microfoni del Tg2. «La verità è che Maldini era da sempre il mio obiettivo», ha ammesso, spiegando di averlo individuato subito come la persona giusta per l'intera area tecnica. Poi il passaggio sul brasiliano: «Sono due facce della stessa medaglia», ha aggiunto, sottolineando la stima profonda per un uomo che Maldini ha chiesto di coinvolgere sin dal primo giorno.

IL NODO CT - Con la struttura tecnica definita, il capitolo più atteso resta la scelta del commissario tecnico. Le indicazioni raccolte finora non sembrano premiare del tutto i due nomi più chiacchierati, Antonio Conte e Roberto Mancini: Maldini e Leonardo hanno idee chiare e non escludono una terza via. Malagò, dal canto suo, si è tenuto le mani libere: «Non ho voluto sentire nessuno perché è giusto condividere la scelta con loro».

IL MONDIALE CHE MANCA - C'è anche un filo simbolico a legare i due nuovi timonieri a quell'obiettivo iridato. È il trofeo che Maldini, pur da fuoriclasse assoluto, non ha mai sollevato in carriera; ed è quello che Leonardo conquistò proprio ai danni dell'Italia, nella finale del 1994 giocata negli Stati Uniti. Un motivo in più per affrontare da protagonisti la sfida che li attende.

Dalle parole ai fatti, insomma. La strada verso il rilancio sarà lunga e i prossimi giorni si annunciano già intensi, ma la rivoluzione azzurra, stavolta, sembra davvero cominciata.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Italia / Data: Dom 12 luglio 2026 alle 07:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture