Pareggio a reti bianche per la Nazionale Under 19 guidata dal tecnico Alberto Bollini che, dopo il successo per 2-0 contro la Serbia all’esordio, tre giorni fa, non va oltre lo 0-0 contro i pari età della Croazia – stesso identico risultato dell’amichevole del 3 settembre a Koprivnica –, sempre al The Oval di Caernarfon, nella seconda giornata del Gruppo B della fase finale dell’Europeo di categoria, in svolgimento in Galles. Con questo risultato, in attesa di Serbia-Ucraina (calcio d’inizio alle ore 18 locali, 19 italiane, a Bangor), l’Italia rimane momentaneamente al primo posto in classifica con 4 punti.
"È stata una partita complicata – evidenzia l’allenatore azzurro –, contro un avversario che, non a caso, ha eliminato la Francia nella fase élite (Gruppo 3, ndr) e che, su 13 partite, ne ha persa soltanto una, contro l’Ucraina tre giorni fa (Croazia-Ucraina 1-3 del 29 giugno, ndr). Non è stato semplice neanche sotto l’aspetto tattico, ma i ragazzi sono stati bravi a rimanere in equilibrio e lucidi, facendo tutto il possibile per provare a vincere. Quando non riesci a farlo, l’importante è non perdere. La squadra è stata brava”.
Gli Azzurrini torneranno in campo domenica 5 luglio (ore 16 locali, 17 italiane) al Bangor City Stadium per affrontare i pari età ucraini, che stasera (ore 18 locali, 19 italiane) – sempre al Bangor City Stadium – sfideranno i serbi. “È un periodo particolare – aggiunge Bollini –, in cui gestire i 90 minuti non è semplicissimo, soprattutto per alcuni ragazzi che hanno dovuto ritrovare la condizione fisica. Dobbiamo, come si suol dire, riempire il serbatoio ed essere sereni e pronti. Questo è un risultato importante, perché la squadra ha compattezza e forza: ripartiamo da qui”.
PARTITA. L’Italia ripropone il 4-3-3 con cui lunedì si è imposta per 2-0 contro la Serbia all’esordio, cambiando un solo calciatore dell’undici iniziale: Wiafe, classe 2008 e al debutto con l’Under 19 azzurra, prende il posto di Comotto, posizionandosi nel tridente d’attacco, con il conseguente arretramento in mediana di Coletta.
La Croazia risponde con il 4-4-2, lo stesso sistema di gioco con il quale ha perso per 3-1 contro l’Ucraina nella prima giornata, tre giorni fa a Bangor, modificando tre undicesimi della formazione titolare: Kostopeč rileva Grahovac tra i pali; Chelfi e Barić, quest’ultimo autore del momentaneo 1-0 contro gli ucraini, lasciano il posto a Kusanović e Baković.
Gli Azzurrini partono con personalità e, al 3’, creano la prima occasione dell’incontro con Iddrissou, che di testa non inquadra lo specchio della porta su un cross dalla sinistra di Coletta. Proprio quest’ultimo prima rifinisce per Mosconi, che spedisce alto alla sinistra della porta croata al 14’, poi ci prova dalla distanza, non trovando fortuna due minuti più tardi. Al 19’, ancora Coletta, il più ispirato dei ragazzi di Bollini, disegna un cross per Wiafe, ma anche il colpo di testa del numero 15 si spegne alto. I croati si fanno vedere dalle parti della porta azzurra soprattutto con Čović, il cui sinistro dai 20 metri viene bloccato da un attento Pessina al 21’. Nel finale l’Italia ci prova di nuovo prima con Sala al 22’, poi con Nardin al 28’, ma né il destro del numero 8 né quello del numero 4 impensieriscono la retroguardia croata. Dopo l’unico minuto di recupero concesso dal direttore di gara, l’olandese Joey Kooij, si va al riposo sullo 0-0.
Nella ripresa i ragazzi di Bollini alzano il ritmo, aumentando i giri del motore e, dopo appena due minuti, impensieriscono la Croazia con la conclusione dal limite di Cocchi, che termina sul fondo. Gli Azzurrini continuano ad attaccare e, al 50’, costruiscono l’occasione più pericolosa dell’intero secondo tempo: Nardin, dalla destra, mette al centro per Mosconi, il cui colpo di testa in tuffo esce di un soffio alla destra della porta croata, dando l’illusione del gol. L’Italia ne ha di più e, al 67’, ci riprova, stavolta con Wiafe, su un cross dalla sinistra del neoentrato Marello, ma il colpo di testa del numero 15 non trova fortuna. Passano alcuni minuti e, dopo un tentativo dal limite di Comotto al 68’, la formazione azzurra sfiora l’1-0 con Iddrissou, servito dal magistrale calcio di punizione dalla sinistra del solito Marello, che di destro in spaccata si vede dire di no da un attento Kostopeč. Nel secondo e ultimo minuto di recupero concesso dall’arbitro, la Croazia costruisce l’unica vera occasione della sua ripresa con il neoentrato Šimić, ma il destro in mischia del numero 7 viene neutralizzato da Pessina, che blinda così il definitivo 0-0.
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