Il clima istituzionale all'ombra di Città Alta si infiamma improvvisamente, trasformando una normale seduta consiliare in un vero e proprio ring politico. Al centro della vibrante polemica c'è Cesare Di Cintio, noto avvocato e portavoce cittadino di Forza Italia, al quale è stata categoricamente negata la possibilità di partecipare ai lavori dell'assemblea tramite collegamento telematico.

IL CASO E IL RIFIUTO - La miccia che ha innescato l'indignazione del gruppo azzurro risiede in una decisione considerata ai limiti dell'ostruzionismo. La convocazione dell'assise cittadina, fissata eccezionalmente per la giornata di martedì alle ore 18:00 – in netto contrasto con la consuetudine che vede i lavori svolgersi nel 99% dei casi al lunedì – è arrivata con un preavviso minimo, complicando i piani del consigliere. Di fronte alla richiesta formale di presenziare a distanza, la Presidente Romina Russo ha opposto un netto rifiuto, trincerandosi dietro un'interpretazione letterale del regolamento che non prevederebbe questa specifica casistica.

LA QUESTIONE LAVORATIVA E IL PARADOSSO TECNOLOGICO - – come si evince dal comunicato stampa diffuso da Forza Italia Bergamo – la situazione rasenta il paradosso se si considera l'impegno professionale del rappresentante politico. Il consigliere, che percepisce un gettone di presenza di appena 81 euro lordi per la sua attività politica, è infatti trattenuto nella Capitale per improrogabili impegni forensi, dai quali dipendono il sostentamento della sua famiglia e dei suoi collaboratori. La sua agenda di mercoledì prevede un'udienza al Consiglio di Stato alle ore 9:00 e un successivo incontro presso la Federazione Pugilistica Italiana alle 15:30. Il divieto appare ancor più incomprensibile considerando che la piattaforma digitale dell'ente è attiva, funzionante e già regolarmente impiegata per lo svolgimento di tutte le commissioni.

L'AFFONDO DEL PARTITO E IL RICHIAMO DEMOCRATICO - La reazione della dirigenza forzista non si è fatta attendere, spostando il fulcro della questione dal mero cavillo burocratico al principio fondamentale della rappresentanza istituzionale. Alessandro Zanini, Segretario cittadino del partito, ha sferrato un attacco durissimo: «L'Amministrazione comunale ha il dovere di mettere tutti i consiglieri, anche quelli di minoranza, nelle condizioni di presenziare ai Consigli con qualsiasi mezzo, anche da remoto. Questa non è una richiesta di comodo, si chiama democrazia». L'esponente politico ha poi rincarato la dose, sottolineando come impedire a un eletto di partecipare significhi di fatto escludere i cittadini che lo hanno votato, svuotando di senso il mandato ricevuto alle urne.

La palla passa ora alla Presidenza e alla maggioranza cittadina, chiamate a riflettere su un regolamento che, seppur formalmente ineccepibile nella sua attuale rigidità, rischia di trasformarsi in una barriera incompatibile con la vera essenza della democrazia partecipativa.

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Sezione: Altre news / Data: Mer 01 luglio 2026 alle 14:44
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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