Una maxi-multa e, forse, alcune limitazioni nella lista Uefa per il 2027-2028. La Roma non ha rispettato il target del 30 giugno fissato dal settlement agreement con l'Uefa, e ora Dan Friedkin e Ryan Friedkin si preparano a incassare una nuova sanzione.

LO SFORAMENTO - La scelta, in realtà, rientra in una strategia ben definita. In assenza di cifre ufficiali, il mancato obiettivo si aggirerebbe attorno ai 35 milioni rispetto ai 60 di plusvalenze necessari a sistemare i conti, con una multa stimata tra i 10 e i 12 milioni. Ma la partita con il board di Nyon è appena cominciata, e al tavolo delle trattative la presidenza giallorossa è decisa a difendere le proprie ragioni fino alla fine.

IL PIANO DI NYON - Al di là dello sforamento, infatti, i Friedkin puntano a valorizzare il percorso virtuoso intrapreso dalla firma dell'accordo transattivo, siglato il 31 agosto 2022 dopo che l'organo di controllo finanziario dei club (Cfcb) aveva accertato il mancato rispetto del pareggio di bilancio nel triennio 2019-22. I numeri, in effetti, raccontano un risanamento: il passivo è sceso da 81,4 a 53,7 milioni e il monte ingaggi da 189 a 141, con ricavi destinati a crescere ancora grazie alla Champions League e al Centenario. A questo si aggiungono una serie di plusvalenze minori per diversi milioni complessivi, i maggiori introiti dai diritti tv e le voci legate al contenzioso con il Basilea per Riccardo Calafiori e all'indennizzo assicurativo per il malore accusato da Edoardo Bove nel 2024.

IL CONTO DELLE SANZIONI - In quest'ottica la multa rappresenta un prezzo accettabile, pur di salvaguardare la rosa. All'ingresso ufficiale nel Settlement agreement, nel 2022, per le violazioni dell'era James Pallotta la Roma si era vista comminare una sanzione potenziale complessiva da 35 milioni: 5 pagati subito, trattenuti dai premi delle coppe, e 30 "congelati", vincolati al rispetto dei paletti successivi. È poi arrivata la seconda multa, nel 2025, per aver leggermente mancato l'obiettivo intermedio relativo all'esercizio 2024; quindi il terzo atto di giugno, con la sanzione da 6 milioni per il bilancio 2025: 2 per il mancato target sui profitti e 4 per aver superato il limite del 70% previsto dalla Squad Cost Rule. In totale quattordici milioni, dei quali nove riconducibili alla gestione Friedkin.

Cifre che, agli occhi della proprietà americana, restano un male sopportabile. Ora, però, si apre un nuovo capitolo del braccio di ferro con l'Uefa: e la Roma è già pronta a giocarsi la sua partita.

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Sezione: Le Altre di A / Data: Mer 01 luglio 2026 alle 09:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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