Il futuro di Sead Kolašinac è diventato uno dei nodi più delicati dell'estate nerazzurra. L'Atalanta è nel pieno di un cambio di ciclo che sta rimettendo in discussione anche le certezze più consolidate, e il difensore bosniaco si ritrova davanti a un incrocio di strade: il richiamo della Bundesliga, una carriera che si avvicina alla fase conclusiva e un progetto tecnico completamente nuovo da interpretare.

IL "RAMBO" DI BERGAMO - Il capitolo bergamasco dell'ex Marsiglia e Arsenal è stato di quelli che restano. Centocinque presenze, due gol e cinque assist, ma soprattutto una fisicità capace di condizionare qualsiasi avversario e una personalità da trascinatore: basti ricordare la rincorsa contro il tempo per esserci nella finale di Europa League a Dublino. Tre stagioni da protagonista, interrotte soltanto dalla rottura del crociato nella primavera del 2025, superata con un rientro graduale fino a riprendersi il posto da titolare.

IL PROBLEMA TATTICO - Il passaggio al 4-3-3 voluto da Maurizio Sarri ha però cambiato le carte in tavola. Tra tutti, il bosniaco è forse quello chiamato al riadattamento più profondo, soprattutto nella posizione di centrale difensivo: un ruolo in cui non è apparso pienamente a proprio agio, con qualche errore di troppo. L'ipotesi di un impiego da terzino sinistro era stata evocata dallo stesso tecnico, ma la presenza di Simone Bernasconi e Honest Ahanor rende quella corsia sostanzialmente affollata.

IL FATTORE ROMAGNOLI - A complicare il quadro c'è la richiesta esplicita arrivata dalla panchina: l'allenatore ha chiesto Alessio Romagnoli. E su quel fronte il clima si è ammorbidito rispetto a poche settimane fa – come ricostruisce TuttoMercatoWeb – perché l'ostacolo principale, ovvero l'ingaggio da circa cinque milioni percepito alla Lazio, ha trovato margini di apertura grazie al pressing congiunto di club e allenatore. La condizione, però, è chiara: l'operazione resta subordinata a una cessione nel reparto arretrato.

LE SIRENE DELLO SCHALKE - In questo contesto si inserisce l'interessamento dei tedeschi. Lo Schalke 04, club che il difensore conosce bene e che lo aveva già corteggiato in passato, è tornato a farsi avanti offrendo un ritorno in una piazza dove il suo nome ha ancora un peso specifico rilevante. Una tentazione concreta, per chi a 33 anni deve decidere come impostare l'ultima parte del percorso.

UNA SCELTA CHE NON CANCELLA NULLA - Qualunque sarà l'epilogo, resterà il bilancio di un rapporto reciprocamente vantaggioso: il bosniaco ha contribuito a costruire l'Atalanta dei risultati più prestigiosi, e in cambio ha vissuto a Bergamo una seconda giovinezza. Adesso, mentre la squadra prende la forma voluta dal nuovo tecnico, tocca a lui sciogliere il dubbio. Con la certezza che quanto fatto in nerazzurro, come ricorda anche il percorso di altri protagonisti del reparto, non verrà cancellato da nessuna scelta di mercato.

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Sezione: Calciomercato / Data: Lun 17 agosto 2026 alle 11:15
Autore: Daniele Luongo
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