C'è un filo che taglia il Nord d'Italia da est a ovest e non si spezza mai. L'asse Inter-Atalanta è una delle autostrade del calcio italiano, una di quelle corsie preferenziali dove le dirigenze si conoscono, si rispettano e tornano a sedersi al tavolo anche dopo i momenti di frizione. Il caso Marco Palestra è solo l'ultimo capitolo di una storia lunga e ricca: una storia che — come scrive il Corriere dello Sport — vale decine e decine di milioni di euro e racconta quanto le due società abbiano imparato a fare affari insieme con profitto reciproco.

IL PRECEDENTE LOOKMAN E LA PACE RITROVATA - Prima di parlare di Palestra, bisogna fare un passo indietro e ricordare l'estate scorsa. Ademola Lookman era al centro di un tormentone che aveva accumulato tensione su tensione: Giuseppe Marotta e Piero Ausilio erano usciti allo scoperto, il nigeriano aveva espresso la volontà di trasferirsi a Milano, i Percassi avevano alzato un muro invalicabile. La trattativa era saltata — l'Inter non arrivava ai 50 milioni richiesti, l'Atalanta non abbassava di un euro — senza però deteriorare i rapporti tra le due società. Poche settimane dopo, le stesse dirigenze erano già di nuovo al tavolo: stavolta per chiudere un affare diverso, quello che ha portato Nicola Zalewski da Milano a Bergamo per 17 milioni di euro. L'Inter aveva appena riscattato il polacco dalla Roma per 6,5 milioni il 23 giugno, e lo rivendette all'Atalanta il 18 agosto successivo generando una plusvalenza di oltre 10 milioni. Affare lampo, rapporti intatti.

IL LIBRO CONTABILE DELL'ASSE - Prima di Zalewski, però, c'è una storia ancora più lunga e più ricca. In anni non lontanissimi, tre operazioni tra Inter e Atalanta hanno movimentato cifre importanti nella direzione opposta — da Bergamo verso Milano — con il club nerazzurro che ha incassato complessivamente circa 85 milioni. Il più pesante è stato Alessandro Bastoni: cresciuto nell'Atalanta, acquistato dall'Inter nel 2017 per circa 31 milioni — poi prestato di ritorno ai nerazzurri per una stagione — e diventato uno dei migliori difensori del mondo. A seguire, Robin Gosens: partito da Bergamo a gennaio 2022 per 25 milioni, dopo essere stato uno dei protagonisti dell'Atalanta europea di Gasperini. E poi Roberto Gagliardini, ceduto nei anni del secondo ciclo Percassi per circa 5 milioni più bonus. Tre giocatori, tre percorsi da Bergamo a Milano, decine di milioni di plusvalenze nelle casse atalantine.

PALESTRA, IL SOGNO DI CHIVU - Ed ecco il presente. Marco Palestra è il profilo su cui Cristian Chivu ha messo gli occhi da settimane: il terzino bergamasco classe 2005, esploso al Cagliari con 34 presenze e una stagione da rivelazione assoluta, garantirebbe proprio quel salto di qualità e prospettiva sul quale l'Inter vuole costruire il futuro della fascia destra. Marotta e Ausilio ci proveranno presto, nonostante lo scotto della vicenda Lookman, convinti della bontà dell'investimento. Il problema è la cifra: la valutazione di Palestra si colloca oggi tra i 40 e i 45 milioni di euro, e dovrà essere quella la soglia minima per costringere Cristiano Giuntoli a una riflessione seria. Con il Manchester City di Maresca sullo sfondo e la concorrenza di altri club europei, l'Inter sa che deve muoversi con decisione e senza troppo rimpianto per quello che non si riuscì a fare l'anno scorso con Lookman.

UNA PARENTESI: CUADRADO E IL PRESTITO ANOMALO - Nel mezzo di questa storia fatta di grandi affari, c'è spazio anche per una curiosità: Juan Cuadrado, nell'agosto del 2024, ha percorso il tragitto inverso — da Milano a Bergamo — in prestito, una soluzione tampone e non particolarmente felice per entrambe le parti. Non un affare da ricordare, ma la conferma che le due dirigenze non smettono mai di dialogare e di trovare soluzioni creative. Ora tocca a Giuntoli decidere se aprire o chiudere la porta della nuova Atalanta di Sarri alle lusinghe di Marotta: la storia dice che tra questi due club quasi sempre si trova il modo di fare affari. L'estate darà la risposta.

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Sezione: Calciomercato / Data: Mar 02 giugno 2026 alle 10:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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