Il Frosinone si prepara a vivere la sua quarta stagione in Serie A sotto una luce inedita, tinta dei colori a stelle e strisce. Il fondo statunitense Gamechanger 20 è infatti pronto a rilevare le quote di maggioranza del club ciociaro, in un'operazione che cambierà il volto societario della Dea del basso Lazio. Servirà ancora un po' di pazienza, presumibilmente fino alla fine del mese, prima che ogni dettaglio sia definito: dalla composizione del nuovo board al ruolo che continuerà a ricoprire Maurizio Stirpe.

IL PASSO DEL PRESIDENTE - Alla guida del Frosinone dal 2003, Stirpe ha scelto di compiere un passo avanti accogliendo il corteggiamento di Brett Johnson, 56 anni, imprenditore americano a capo del fondo. Una figura di peso nel panorama degli investimenti sportivi: Johnson è fondatore di Fortuitous Partners, società specializzata nel settore, nonché presidente di Benevolent Capital Partners, gruppo di private equity attivo nel mondo dello sport.

GLI UOMINI DELL'OPERAZIONE - Attorno a lui si muove un team di professionisti che tratta l'acquisto del Frosinone da circa sei mesi: Edward Schwartz (59 anni, americano), Laura McCallum (42, inglese), Berke Bakay (49, americano) e Mark Daniel Detmer (55, americano). Un gruppo che ha voluto toccare con mano la realtà ciociara: il 10 aprile, in occasione di Frosinone-Palermo, erano sugli spalti del Benito Stirpe per respirare l'atmosfera, prima di visitare il giorno seguente la Città dello Sport di Ferentino, il centro d'allenamento dove i giallazzurri inizieranno il ritiro pre-campionato il prossimo 12 luglio.

IL MODELLO IPSWICH - Le credenziali di Gamechanger 20 parlano da sole. Oltre a una partecipazione nel Phoenix Rising, formazione dell'Arizona che milita nella USL Championship, la seconda divisione americana, il fondo ha legato il proprio nome soprattutto alla rinascita dell'Ipswich Town. Rilevato il 7 aprile 2021 da Marcus Evans per 40 milioni di sterline, il club inglese è stato risanato dai debiti pregressi e rilanciato con tre promozioni in cinque anni: prima la Championship, poi due volte la Premier League, dove è da poco tornato dopo la retrocessione dello scorso anno. «Un club con un valore nascosto, un gigante addormentato», dissero all'epoca i nuovi proprietari, che hanno anche edificato un nuovo centro sportivo a Playford Road con un investimento da 30 milioni di sterline.

STIRPE RESTA AL CENTRO - Quella di Johnson e soci è la corte a cui Stirpe, l'uomo che ha dato un'anima diversa al Frosinone, ha deciso di cedere – come ricostruisce La Gazzetta dello Sport. Negli ultimi mesi il presidente aveva iniziato a parlare dei fondi con toni differenti, dopo essere stato avvicinato anche da altri investitori, alimentando più di una domanda tra i tifosi. Ora il quadro si chiarisce: Stirpe dovrebbe rimanere presidente, con un ruolo ancora da definire tra l'operativo e il rappresentativo. Del resto all'orizzonte c'è il centenario del club — la prima affiliazione alla Figc risale al 1928, ma la società nacque addirittura il 5 marzo 1906 — un traguardo che il numero uno vuole vivere al timone di quella che resta, a tutti gli effetti, una sua creatura. Una storia che parte da una nuova promozione nella massima serie e che, già da tempo, lo aveva visto aprire all'ipotesi di un nuovo socio forte.

AMBIZIONI IN CRESCITA - I primi segnali del nuovo corso si leggono già sul mercato: i nomi accostati ai ciociari, da Adzic a Cherubini, hanno assunto un cabotaggio diverso, più importante. «Ora l'obiettivo primario è la permanenza in Serie A», ha ribadito di recente lo stesso Stirpe. Un traguardo mai centrato nelle tre precedenti apparizioni nella massima serie e che, stavolta, il Frosinone proverà a raggiungere con il sostegno dei capitali americani.

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Sezione: Le Altre di A / Data: Mer 17 giugno 2026 alle 09:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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