Il domino delle panchine estive non smette di girare, e ogni nuovo tassello che cade rimanda inevitabilmente a Bergamo. Con Maurizio Sarri sempre più vicino alla risoluzione consensuale del contratto con la Lazio e all'approdo all'Atalanta, lo scenario biancoceleste si sta rapidamente ricomposto attorno a due nomi principali: Raffaele Palladino, in pole position secondo le ultime ricostruzioni, e Gennaro Gattuso, entrato a sorpresa nel casting nelle ultimissime ore. Un intreccio che ha tutto l'aspetto di una partita dentro la partita.

PALLADINO, IL CANDIDATO PIÙ SOLIDO - Raffaele Palladino è il profilo che ha preso il vantaggio più consistente tra tutti i candidati al timone biancoceleste. Non è una novità assoluta: il tecnico campano era già finito nella lista laziale nell'estate del 2024, quando poi la scelta ricadde su Marco Baroni. Adesso le condizioni sono cambiate radicalmente. Palladino lascerà l'Atalanta a fine stagione — il suo rapporto con il club bergamasco si è deteriorato progressivamente nell'ultima parte dell'anno — e arriverebbe sul mercato con un curriculum di tutto rispetto, un ingaggio accessibile stimato attorno ai due milioni netti e un'identità tattica che a Formello apprezzano. Nessun contatto formale ancora, ma le valutazioni interne sono già in corso e il suo nome è quello che torna con più insistenza.

GATTUSO, LA SORPRESA CHE DIVIDE - La vera novità degli ultimi giorni ha il nome di Gennaro Gattuso. L'ex commissario tecnico della Nazionale italiana era stato accostato al Torino nelle scorse settimane, ma la trattativa con i granata avrebbe subito un improvviso rallentamento che, secondo alcune ricostruzioni, potrebbe essere collegato proprio a un contatto esplorativo con la Lazio. Una candidatura che divide l'ambiente biancoceleste: una parte della tifoseria vede nel tecnico calabrese un profilo troppo distante dalla filosofia di gioco rappresentata da Sarri, con quel calcio pragmatico e fisico che nelle sue ultime esperienze — Valencia, Hajduk Spalato, Nazionale — non ha lasciato tracce particolarmente luminose. Ma Claudio Lotito non ha mai privilegiato le estetiche calcistiche alle opportunità di mercato, e Gattuso resta nel casting insieme a Sérgio Conceição e Matías Almeyda.

IL CIRCOLO CHE SI CHIUDE SU BERGAMO - La prima pagina di Tuttosport di ieri sintetizzava il paradosso con efficacia: «Sarri-Dea? Palladino alla Lazio», come se i due allenatori si stessero semplicemente scambiando le rispettive panchine in un passaggio di consegne organizzato. La realtà è più sfumata, ma la direzione sembra quella. Sarri che chiude il capitolo Lazio con quella frase — «Non mi sono sentito ascoltato» — pronunciata dopo l'ultima gara, e Palladino che potrebbe aprirne uno nuovo proprio nella capitale. Per l'Atalanta, che con Sarri e Cristiano Giuntoli si prepara a una rivoluzione totale, l'accelerazione delle trattative laziali sulle alternative al Comandante è una notizia favorevole: più velocemente la Lazio trova il suo allenatore, prima Sarri può liberarsi e firmare per la Dea.

Il valzer delle panchine, in questa estate, non finisce mai. Ma tutti i passi sembrano portare nella stessa direzione.

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Sezione: Le Altre di A / Data: Lun 25 maggio 2026 alle 13:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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