A teatro esiste una consuetudine crudele: nella prova generale il regista non ferma nulla, e quando cala il sipario può ordinare di rifare l'ultimo atto, perché ciò che conta non è l'applauso ma l'errore da scovare. La De Kuip Cup di Rotterdam era esattamente questo: un'amichevole anomala da 120 minuti a prescindere dal risultato, con una terna arbitrale diversa per l'ultima mezz'ora, il caldo da altre latitudini e un Feyenoord in festa — Legends in passerella, tribune esaurite — che domenica debutta già in campionato contro lo Sparta. Hanno vinto loro, 2-1, e in fondo era giusto così: la coppa era la loro festa. Per Maurizio Sarri, invece, contava solo la recita. E la recita, sconfitta compresa, ha detto parecchio.

Ha detto, intanto, che Nikola Krstović è l'unico centravanti nerazzurro in confidenza col gol quest'estate: palo da oltre venti metri dopo due minuti, poi la zampata sottomisura nel recupero del primo tempo, su angolo di Samardžić aggiustato di testa da Scalvini. Seconda rete dopo quella all'Arezzo, e una prestazione tutta sostanza. Ha detto che Kossounou, subentrato sul centrodestra, sta assorbendo la difesa a quattro con una reattività che i due anticipi puliti e il recupero in velocità su Nacho Ferri hanno certificato meglio di ogni relazione tecnica: dopo una stagione altalenante e un buon Mondiale, l'annata da protagonista non è più un auspicio, è un'aspettativa. E ha detto pure che la partita era «vera», altroché amichevole: tre pali, cinque ammoniti, il rigore del freddo Ueda causato dal braccio largo di Scalvini — sul quale, per inciso, è tornato il Newcastle senza però alcuna richiesta formale — e il gol decisivo di Shaqueel van Persie, figlio di Robin, arrivato di testa su un'azione ruvida che ha fatto arrabbiare Sarri per i contrasti non fischiati su Bellanova. Il cognome pesante, evidentemente, insegna anche a segnare nel modo più antipatico.

Ma il capitolo centrale della generale riguarda il centrocampo. Dopo gli esperimenti con Samardžić e Zalewski, crescono le quotazioni di una mediana con Ederson e Pašalić ai fianchi di Gaetano, ed è lì che si gioca la vera partita di agosto: non a caso le mezzali sono il cuore della rivoluzione di Sarri. Il reparto ha sofferto la pressione olandese, com'è fisiologico tra squadre a stadi diversi di preparazione e coi reduci del Mondiale rientrati a scaglioni; ma il disegno comincia a vedersi. Nota a margine, dovuta: per capitan de Roon la serata è stata un tuffo nel passato, celebrato dal club olandese con foto d'archivio. E da oggi Sarri avrà finalmente tutti: vacanze finite per De Ketelaere, atteso da test e visite.

Perché quei 120 minuti, poi, non erano un capriccio: il 20 agosto c'è l'andata del playoff di Conference, e i supplementari, in Europa, sono un mestiere che conviene ripassare. Oggi alle 14, da Nyon, il sorteggio dirà l'avversaria; sabato c'è lo Schalke a Gelsenkirchen. La generale è finita: si avvicina la prima.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 03 agosto 2026 alle 06:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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