La rivoluzione tattica dell'Atalanta passa dalle mezzali. Il cambio di sistema voluto da Maurizio Sarri, dal 3-4-2-1 al 4-3-3, non riscrive soltanto le distanze e i posizionamenti della nuova linea a quattro: modifica in profondità l'identità del centrocampo, che smette di essere un reparto di contenimento e diventa il motore della manovra.

NON PIÙ DUE MEDIANI - Nel vecchio impianto la mediana era affidata a due incontristi chiamati a tamponare e a far ripartire l'azione. Ora il disegno cambia: davanti alla difesa c'è un regista puro, ruolo assegnato al neoacquisto Gianluca Gaetano, incaricato di impostare e dettare i tempi, mentre ai suoi fianchi agiscono due interni con un compito doppio. Ripiegare quando la palla è degli altri, certo, ma soprattutto cucire il gioco e attaccare l'area, garantendo alla squadra maggiore peso offensivo. È la chiave del calcio del tecnico toscano, e il passaggio alla difesa a quattro la rende ancora più decisiva.

EDERSON, IL PROFILO IDEALE - Sulla carta la mezzala perfetta è Ederson. Struttura fisica, corsa, capacità di rilanciare l'azione e istinto negli assalti in area: contro l'Arezzo ha firmato una rete e ne ha sfiorate altre due, mostrandosi immediatamente a proprio agio. Curioso il percorso del brasiliano a Bergamo: partito da trequartista incursore senza convincere, poi arretrato a mediano, potrebbe aver trovato ora la collocazione più adatta. Il suo primato personale in nerazzurro resta il bottino del 2023/24, sette gol complessivi di cui sei in campionato: una quota che nella nuova posizione potrebbe non essere insuperabile.

SULEMANA E LA SORPRESA LEVAK - Sempre con i toscani è andato a segno anche Ibrahim Sulemana, con una conclusione di pregevole fattura. Impiegato anch'egli da interno, ha convinto per tempi d'inserimento e senso della posizione: le voci lo danno in partenza a breve per alleggerire la rosa, ma le prossime uscite diranno se le gerarchie possono cambiare. Attenzione poi a Sergej Levak, classe 2006 in crescita costante, autore di una doppietta a Clusone contro l'Under 23: mediano di ruolo, ha però attitudini da centrocampista universale e potrebbe ricoprire all'occorrenza il ruolo di interno box to box.

SAMARDŽIĆ IN RODAGGIO - Il caso più interessante riguarda Lazar Samardžić, che Sarri sta provando proprio da mezzala. Il talento del serbo non è mai stato in discussione, la sua collocazione in campo sì: a Bergamo ha giocato esterno d'attacco, trequartista, centrocampista a gara in corso e persino a tutta fascia. Le indicazioni sono altalenanti ma incoraggianti – come analizza L'Eco di Bergamo –: è andato a segno nell'1-1 col Mantova e contro l'Arezzo ha alternato lampi di classe a qualche imprecisione nella gestione dei tempi e dei passaggi.

ZALEWSKI CERCA LA SUA ZOLLA - Diverso il discorso per Nicola Zalewski, finora poco convincente da interno sinistro e sostituito poco prima dell'intervallo nell'ultimo test. L'adattamento resta possibile, ma il polacco dà l'impressione di rendere di più quando può attaccare lo spazio in velocità: nel 4-3-3 il ruolo di attaccante esterno, con la possibilità di puntare l'uomo, andare sul fondo o accentrarsi per il destro, sembra più aderente alle sue qualità.

PAŠALIĆ, L'ASSO NELLA MANICA - Manca ancora un tassello alla batteria degli interni, ed è Mario Pašalić, rientrato in questi giorni dalle vacanze successive al Mondiale. Il croato a Bergamo è diventato una sorta di tuttocampista: trequartista, punta esterna, centravanti di movimento e persino falso nueve nelle emergenze. Duttilità, intelligenza tattica e continuità nelle due fasi ne fanno un'opzione di assoluto valore anche in questo nuovo ruolo.

Il ventaglio, insomma, è ampio. Ora tocca a Sarri scegliere quali due mani mettere sul volante della sua Atalanta.

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Sezione: Primo Piano / Data: Ven 31 luglio 2026 alle 08:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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