È stato l'investimento più pesante dell'estate atalantina, e a un mese dal suo arrivo comincia a mostrare perché. Jonathan Rowe, esterno inglese di 23 anni, è arrivato dal Bologna a ridosso della chiusura del mercato con un'operazione da 35 milioni di euro più bonus, con Cassa a compiere il percorso inverso. Nelle prime partite con la maglia nerazzurra si è preso un posto nel tridente di Sarri, e durante la sosta lavora a Zingonia per completare il suo inserimento.
L'OPERAZIONE - La trattativa con il Bologna è stata una delle più lunghe dell'estate, chiusa soltanto negli ultimi giorni. Alla presentazione il direttore sportivo Cristiano Giuntoli aveva ringraziato la proprietà per lo sforzo economico e aveva definito l'inglese un tassello molto importante nello scacchiere di Maurizio Sarri. Lo stesso Rowe aveva spiegato di aver scelto Bergamo anche perché convinto che il nuovo tecnico sarebbe stato decisivo per la sua crescita.
IL CAMPO - In campo i segnali sono stati incoraggianti, soprattutto sul piano individuale: accelerazioni, dribbling, capacità di saltare l'uomo. A Torino, contro la Juventus, è stato Jonathan Rowe l'unico nerazzurro a centrare lo specchio della porta, ed è stato lui a subire la trattenuta di Kalulu in area che l'arbitro non ha punito. Un episodio poi riconosciuto come errore, come spiegato in l'ammissione del designatore.
LA SOSTA - Rowe non è stato convocato dall'Inghilterra, e le tre settimane di pausa gli permettono di lavorare con Sarri quasi individualmente sui movimenti richiesti agli esterni. Il suo ballottaggio con Raspadori, in Nazionale in questi giorni, resta aperto. Per un investimento di questa portata, la vera misura arriverà da ottobre, quando la Dea dovrà trasformare le sue giocate in gol e assist.
Trentacinque milioni, un tiro in porta e un rigore negato: il primo mese di Rowe promette, ottobre dirà quanto vale davvero.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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